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Il crollo dei prezzi dell'oro nero ai tempi del coronavirus

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Il crollo dei prezzi dell'oro nero ai tempi del coronavirus
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Nel più grande tracollo da 30 anni a questa parte, i prezzi del petrolio sono diminuiti di oltre il 30%, trascinando nella crisi anche le azioni globali.

Ma cosa è successo e perché?

La Cina è il maggiore importatore di petrolio al mondo: il Paese consuma abitualmente circa 14 milioni di barili al giorno, vale a dire l'equivalente di Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Giappone e Corea del Sud messo insieme.

È anche il Paese in cui ha avuto origine il COVID 19, sicché quando ha iniziato a danneggiare l'economia, la domanda di petrolio cinese è diminuita.

Nel tentativo di stabilizzare il prezzo del petrolio, l'OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) e la Russia hanno discusso dei tagli alla produzione.

Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.Vincent Yu

In passato, l'Organizzazione, Arabia Saudita e Russia hanno lavorato di comune accordo, ma all'ultimo incontro non si sono registrati compromessi e ciò ha portato alla caduta libera dei prezzi.

La maggior parte degli analisti concorda sul fatto che l'Arabia Saudita abbia appena iniziato una feroce guerra dei prezzi del petrolio dopo che la Russia ha respinto i tagli alla produzione.

La decisione di Mosca non solo rompe il precedente accordo, ma è ampiamente intesa come un tentativo di spingere i produttori statunitensi fuori dal mercato.

"L'Arabia Saudita ha abbassato i prezzi, segnalando che aumenterà la produzione - dice Michael McCarthy, Chief Strategist di CMC Markets - questo è visto come un tentativo a tutto campo di scacciare i concorrenti russi e statunitensi dai mercati petroliferi e, naturalmente, ciò potrebbe significare prezzi del petrolio molto più bassi".

La domanda di petrolio dovrebbe diminuire nel 2020, poiché l'impatto del nuovo coronavirus sta prendendo campo in tutto il mondo, colpendo le già fragili economie.

"Abbiamo il cocktail ideale per una crisi del mercato azionario - dice invece Christophe Dembik, responsabile della ricerca della Saxo Bank - un impatto economico legato a uno shock patogeno rappresentato dal coronavirus, che può usare le economie per andare in recessione, in particolare nella zona euro".

Forte calo del turismo, interruzioni degli approvvigionamenti, debolezza della domanda e calo della fiducia dei consumatori: tutto ciò ha costretto gli economisti dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) a rivedere le previsioni di crescita per il 2020 ad appena il 2,4% - inferiore rispetto a qualsiasi altro anno pervaso da crisi finanziaria.

E questo noostante i Governi stiano intervenendo con misure di stimolo, senza le quali le economie andrebbero ancor di più in difficoltà.