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Grecia Vs Turchia: accuse reciproche. E l'Europa?

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Grecia Vs Turchia: accuse reciproche. E l'Europa?
Diritti d'autore  Darko Bandic/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Gas lacrimogeni contro la folla di migranti che preme sul confine greco. Le immagini che vedete all'inizio del servizio sono state girate da una nostra troupe. Ma per le autorità turche volerebbero anche pallottole, quelle vere, mentre i greci accusano Erdogan di aizzare la folla. Tra Grecia e Turchia continuano le accuse reciproche.

Siamo a Kastanies, a pochi metri dal confine tra Grecia e Turchia. Dietro il nostro corrispondente potete vedere la presenza della polizia e dell'esercito greco, ma anche gruppi di migranti che tirano pietre e non solo verso le forze dell'ordine. La polizia greca ha risposto con il lancio di gas lacrimogeni, granate stordenti e cannoni ad acqua per disperdere la folla.

Un frame del video rilasciato dalle autorità greche

Le autorità greche hanno rilasciato un video per mostrare come dietro ai migranti ci siano i poliziotti turchi che lanciano bombolette di gas verso il confine greco.

Un frame del video rilasciato dalla Turchia

Le autorità turche hanno invece diffuso questo video girato a Edirne, che mostra dei migranti feriti, secondo la Turchia, dalle pallottole della polizia greca.

La polizia greca ha aperto il fuoco contro i migranti - dice un comunicato del distretto turco di Edirne - usando bombe a gas, proiettili di plastica e anche proiettili veri, che hanno ferito sei persone, una è morta in ospedale.

"Fake news"

"La Turchia sta costruendo e diffondendo fake news - dice Stelios Petsas, portavoce del governo greco - Oggi è stata diffusa una nuova bugia, che ci sarebbero dei feriti per il fuoco delle nostre forze dell'ordine. Lo nego categoricamente".

L'agenzia video indipendente Associated Press ha girato delle immagini nell'ospedale universitario di Edirne, dove sarebbero stati ricoverati i presunti feriti dalle pallottole greche.

"Siccome non siamo scappati davanti ai gas lacrimogeni, hanno tirato su le armi e ci hanno sparato - dice Adel Cabberi, un migrante iraniano che accusa la polizia greca - Mi hanno sparato a un piede e anche qui".

Disordini a Lesbo

La Grecia mette a disposizione una sua nave militare come alloggio per 400 migranti sull'isola di Lesbo per alleviare il campo di Moria sovrappopolato. Ma una voce falsa si diffonde e dal campo arrivano a Mitilene 2mila migranti pensando che quella nave li avrebbe portati sulla terraferma. Allo stesso tempo un gruppo di giovani autoctoni raggiunge il porto convinti che quegli stranieri abbiano brutte intenzioni. Una miccia potenzialmente pericolosa che la polizia è riuscita a spegnere.

Accuse incrociate: ma l'Europa dove è?

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel sembra incapace di convincere la Turchia a risigillare il suo confine. E mentre Bruxelles ha destinato 700 milioni di euro alla Grecia per la gestione dell'emergenza, Ankara chiede a sua volta maggiori aiuto.

"Da dieci anni - ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan - ospitiamo 4 milioni di siriani in Turchia: ci avete mai offerto un tale supporto? Potreste prendere questa decisione molto facilmente".

A Bruxelles, i ministri dell'Interno dell'Unione si sono riuniti con la questione in cima all'ordine del giorno. "L'Europa - ha detto il vicepresidente della Commissione, Margaritis Schinas - non può fallire due volte su un problema così importante. Questa è una nuova opportunità e probabilmente l'ultima di arrivare a un accordo tra tutti i 27 Stati membri".

E con il perdurare della violenza a Idlib, anche i ministri dell'Interno europei si riuniranno a Zagabria, in Croazia. L'accusa verso la Turchia è di usare i profughi come un pegno per far valere i propri interessi oltre il confine siriano.