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Coronavirus: contenere i contagi. Ecco perché è ancora importante

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Coronavirus: contenere i contagi. Ecco perché è ancora importante
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Contenere i contagi. Ecco perché è importante

Dopo il temporale torna il sereno. E il nord d'Italia ha voglia di sereno. Da più parti si spinge adesso per un ritorno alla quasi normalità. Le misure restrittive pesano, soprattutto all'economia. Ma i vertici sanitari della Regione con una nota ribadiscono un'evidenza che forse è meglio tenere a mente.

Dalle prime evidenze ogni soggetto positivo trasmette il Covid-19 ad altre due persone. Se la diffusione si estende, gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da Coronavirus ma per tutti i pazienti": è quanto sottolinea in una nota la Regione Lombardia, spiegando che "i posti disponibili sono limitati" in terapia intensiva. "In base ai casi accertati - si legge nella nota - la diffusione del virus è ancora circoscritta e l'incidenza è alta in alcune aree pari a circa al 4% della popolazione regionale. Il Covid-19 per il 90% dei pazienti è facilmente risolvibile, ma nel restante 10% dei casi, soprattutto se anziani o con un quadro clinico compromesso, richiede il passaggio in terapia intensiva". "Nelle zone ad alta incidenza, (Codogno, Lodi, Cremona, Alzano) gli ospedali hanno dovuto affrontare situazioni emergenziali sia per l'elevato numero di casi, sia perche' l'11% delle positività riguarda operatori sanitari".

I numeri del contagio

In Cina continua la fase calante del numero di decessi da Covid-19 mentre l'Europa vede aumentare le persone infettate con i primi casi in Olanda, due persone rientrate dal nord Italia, e la Germania che ha raddoppiato il numero dei contagiati, ora sono oltre 60.

Nuovo sistema di calcolo in Italia

In Italia, dove sono stati diagnosticati più casi dopo Cina e Corea del Sud, attualmente sono intorno agli 821: le vittime sono 21.

Diversi Paesi hanno chiuso le loro frontiere ai viaggiatori italiani, tra cui Israele, Giordania, Arabia Saudita, Bahrein, El Salvador, Mauritius, Turkmenistan, Iraq, Capo Verde, Kuwait, Seychelles. Per tutti gli aggiornamenti sulle misure restrittive nel mondo si può consultare la pagina Viaggiare sicuri dell'Unità di crisi della Farnesina.

Nel tentativo di ridimensionare l'immagine di Paese untore, l'Italia ha deciso di cambiare il sistema di calcolo dei contagi. "In Italia si sta lavorando affinché vengano comunicati solo i casi di nuovo coronavirus clinicamente rilevanti, ovvero i casi clinici di pazienti in rianimazione o morti, come avviene negli altri Paesi del mondo", ha affermato il direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito, in una conferenza con la stampa estera. I positivi ai tamponi fatti per qualsiasi altro motivo andranno in una lista separata, estremamente importante per la definizione della situazione epidemiologica".

Di Maio: "Italia isolata? Invertiremo la tendenza"

"Per gli italiani che stanno avendo difficoltà in questo momento per i blocchi di altri Paesi vi assicuro che in queste ore le interlocuzioni sono al massimo con tutti gli Stati che hanno individuato delle restrizioni", ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in merito all'emergenza coronavirus.

"Nei prossimi giorni potremo invertire la tendenza perché spiegheremo che in questo momento le aree interessate dall'emergenza coronavirus sono lo 0.4% di tutto il territorio nazionale e su 60 milioni di abitanti ne sono coinvolti al massimo 45mila, 50mila".

"Stiamo chiedendo ad alcuni governatori di non fare ordinanze quando non richieste, perché danno un messaggio al mondo che ci sono regioni in difficoltà. In questo momento tutto è un'arma a doppio taglio".

Nigeria: primo caso di contagio da Covid-19. È un italiano

Primo caso in Nigeria, il paese più popoloso dell'Africa: si tratta di un italiano rientrato a Lagos da Milano.

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Casi in Bielorussia e Messico

E intanto un primo caso si registra in Bielarussia, si tratterebbe di uno studente iraniano che è arrivato nel Paese attraverso l'Azerbaijan. Tutte le persone con cui ha avuto dei contatti sono state ricoverate.

Il ministero della Sanità messicano ha confermato il primo caso di coronavirus nel Paese. Si tratta di un uomo di 34 anni rientrato dal nord Italia qualche giorno fa e che è ricoverato nell'Istituto nazionale delle malattie respiratorie di Città del Messico.

Il sottosegretario alla Sanità, Hugo Lopez Gatell, ha indicato che esiste un secondo caso nello Stato di Sinaloa di una persona, isolata in un hotel, risultata positiva ad una prima prova per il Covid-19, in attesa della conferma ufficiale. Vi sono infine altri due casi asintomatici sotto osservazione, uno nello Stato di Mexico ed un secondo nella capitale.

I turisti a Tenerife

Intanto un centianio di turisti in quarantena a Tenerife hanno potuo lasciare l'Hotel, dove erano giunti per le vacanze, le 4 persone risultate positive al test sono state ricoverate e tutte avevano avuto una certa connessione con il cluster dell'Italia del nord. Nell'albergo rimangono in quarantena circa 600 persone.