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Idlib: la strage degli innocenti

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Idlib: la strage degli innocenti
Diritti d'autore  Photo: AP Photo/Ghaith Alsayed   -   Ghaith Alsayed
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Raid su scuole, ospedali, strutture d'accoglienza. Elmetti bianchi e altri gruppi siriani denunciano l'escalation dell'offensiva di Damasco sulla regione di Idlib. "Il silenzio dell'Occidente spiana la strada al sostegno russo - accusano-, questo è ormai un disastro umanitario". Delle ormai più di 300 vittime civili da dicembre, è il loro calcolo, oltre 20 - fra cui molte donne e bambini - si sono registrate solo nelle ultime ore: raid su una ventina di località, anche nella vicina regione di Hama, che confermano il dramma di una popolazione ormai inerme, di fronte allo scontro militare che si consuma sulle loro teste.

Photo: AP Photo/Ghaith AlsayedGhaith Alsayed

Gli Elmetti bianchi: "Popolazione intrappolata e condannata a morte"

"Ci sono genitori che bruciano i propri vestiti per scaldare i figli - dice Ishmael Alabdullah, volontario "Elmetti bianchi" - Idlib si appresta a diventare il fronte umanitario più catastrofico della storia. Quattro milioni di persone senza futuro. Quattro milioni di persone intrappolate e senza scampo. Le forze di Assad e quelle russe sono a un passo, e con loro la morte si avvicina".

AP

Erdogan a Damasco e Mosca: "Non arretreremo di un passo"

Fine febbraio, il termine accordato a Damasco dall'avversario turco, perché si ritiri dalla regione di Idlib. La quindicina di perdite registrate fra i suoi uomini non ferma Ankara che anzi conferma la linea della fermezza. "Non faremo il minimo passo indietro a Idlib - la promessa del presidente Erdogan - . Respingeremo il regime al di là dei confini che abbiamo stabilito e garantiremo il ritorno a casa degli sfollati".

AP Photo/Burhan Ozbilici

ONU, il Segretario Guterres: "Fermare il massacro"

Escalation verbale e intensificazione dei raid, che intervengono proprio mentre sul fronte diplomatico, il cruciale dialogo tra Mosca e Ankara stenta a riprendere. Stallo a cui Germania e altri paesi rispondono aumentando il pressing sul Consiglio di sicurezza ONU. Le priorità sono al momento due - la replica del Segretario generale Guterres - fermare il massacro e facilitare l'accesso degli aiuti umanitari.

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