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Coronavirus: boom di casi in Lombardia

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Coronavirus: boom di casi in Lombardia
Diritti d'autore  AP Photo/Luca Bruno   -   Luca Bruno
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Otto nuovi casi solo a Codogno: tre pazienti e cinque membri del personale dell'ospedale a cui si era rivolto uno dei primi sei, risultati positivi appena poche ore prima. Salgono a 14 e si concentrano nel Lodigiano i casi di contagio da Coronavirus, avvenuti sul territorio italiano, senza contatti con la Cina. Osservati speciali anche i comuni di Casalpusterlengo e Castiglione d'Adda, mentre altri due casi sospetti sono ora al vaglio in Veneto. "Per noi sono positivi - ha detto il governatore Luca Zaia - ora aspettiamo notizie dallo Spallanzani".

"L'obiettivo essenziale che dobbiamo conseguire nelle prossime ore - ha detto il Ministro della Salute Roberto Speranza, al termine di una riunione d'emergenza alla Regione Lombardia - è circoscrivere quest'area. Lavorare perché il virus possa essere trattenuto entro una specifica area geografica. L'Italia è pronta. Noi avevamo preparato negli scorsi giorni un piano, perché era evidente che quanto poi accaduto avrebbe potuto verificarsi. Ora si tratta di attuare, nel modo più efficace possibile, questo piano".

Tra le misure al vaglio per le aree interessate, ha poi specificato il Ministro, anche la sospensione di manifestazioni pubbliche e sportive e la temporanea chiusura di scuole e attività commerciali non essenziali. Un annuncio che segue iniziative come quelle di Castiglione d'Adda, che aveva già decretato lo stop temporaneo di scuole, bar e locali, e l'invito rivolto dall'Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, anche agli abitanti degli altri due comuni, ora epicentro dei contagi italiani. "Abbiamo in questo momento ritenuto di invitare la popolazione dei comuni di Codogno, di Castiglione d'Adda e di Casal Pusterlengo a rimanere nelle proprie case - aveva detto in giornata - . Si tratta di una misura assolutamente precauzionale in questo momento"

A direttore dell'Istituto Malattie Infettive dell'Ospedale Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, che aveva parlato di "nuova fase" nella diffusione del virus e di "necessità di misure più stringenti", aveva indirettamente replicato da da Bruxelles il premier Giuseppe Conte, annunciando una quarantena per tutte le circa 250 persone, entrate in contatto con i contagiati.

Sempre una quarantena, ma volontaria, è stata anche disposta dal Ministero della Salute, per tutti coloro che siano tornati dalla Cina negli ultimi 14 giorni. Obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie, invece, per chi sia stato nelle aree a rischio.

Dei sospetti casi in Veneto, due anziani, uno sarebbe in condizioni critiche. Vo' Euganeo, il loro Comune d'origine, ha decretato la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche e delle attività lavorative e sportive, mentre sono state soppresse anche le fermate dei mezzi pubblici. Oltre 4.000 le persone che la Regione Veneto ha intenzione di sottoporre a tampone nelle prossime ore. Fra loro, oltre 300 familiari e conoscenti degli anziani potenzialmente contagiati, anche 600 operatori dell'ospedale di Schiavonia, in provincia di Padova, che li hanno sottoposti ai test.

Tra i casi di coronavirus nel lodigiano, quello di un 38enne italiano che mercoledì si era presentato in ospedale con sintomi di una grave polmonite. E' risultato positivo al Covid-19 ed è ricoverato in Terapia Intensiva, all'ospedale di Codogno. Le sue condizioni sarebbero in leggero miglioramento rispetto a giovedì sera.

Sono stati invece posti in isolamento al Sacco di Milano la moglie (un'insegnante, all'ottavo mese di gravidanza) e un amico dell'uomo, anch'essi contagiati. Gli altri tre casi confermati poco dopo corrisponderebbero, in base alle prime ricostruzioni, a tre clienti di un bar di Codogno. Il presunto "paziente zero", collega del 38enne, residente in Cina e rientrato in Italia verso il 20 gennaio e con il quale avrebbe cenato giorni fa, sarebbe invece risultato negativo ai primi test.

Le circa 250 persone venute a contatto con il 38enne sono in isolamento e verranno sottoposte al tampone; 150 sono i "contatti stretti", oltre 160 sono invece colleghi dell'uomo della Unilever di Casalpusterlengo, invitati a non lasciare gli uffici in attesa del test. L'ha fatto sapere l'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, che ha inoltre invitato i cittadini di Castiglione d'Adda, Codogno e Casalpusterlengo, a rimanere a scopo precauzionale a casa. Il sindaco di Codogno, con due diverse ordinanze, ha disposto la chiusura delle scuole e, "almeno fino a domenica", di tutti "gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico intrattenimento ed i luoghi di ritrovo ed assembramento del pubblico" come discoteche, sale da ballo, sale giochi e impianti sportivi.