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Libia: Lavrov rigido sulla missione UE

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Libia: Lavrov rigido sulla missione UE
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Già si capisce che non avrà vita facile la missione di terra europea in Libia, decisa dai ministri degli esteri dell'Unione.

Ne hanno parlato in un vertice Italia-Russia i ministri di esteri e difesa dei due Paesi.

Luigi Di Maio ha illustrato la missione europea ma ha anche detto che il ruolo di Mosca sarà fondamentale per la pax libica.

Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov da parte sua è rigido sull'iniziativa europea e sottolinea che la missione non deve contraddire le risoluzioni ONU e al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, si sa, la Russia, ha diritto di veto; Mosca, evidentemente, pur avendo ritirato i mercenari che lottavano a fianco del generale Kalifa Haftar, non vuole rinunciare alle sue ambizioni sul Paese africano e l'Italia vi cerca una sponda, per tornare protagonista nella gestione della crisi libica.

Bombardato il porto di Tripoli

Intanto sul campo la situazione è calda. L'embargo delle armi, così come l'invio di mercenari e la tregua sono stati violati, ha detto Salamé, l'inviato delle Nazioni Unite per la Libia. E nelle ultime ore è stato anche bombardato il porto di Tripoli; il generale Haftar ha comunicato di aver colpito un cargo di armi turche destinate alle forze lealiste. I turchi hanno negato danni. "Mentre la situazione sul campo è questa, nessuno ha rinnegato il principio della tregua. E si tenta di portare avanti un processo politico", ha detto Salamé.

Tanti dunque sono i nodi da districare a Ginevra dove questo mercoledì continuano i colloqui 5 a 5 tra i rappresentanti del governo internazionalmente riconosciuto di Tripoli e quello di Tobruk.