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Patto di stabilità, via alla revisione

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Patto di stabilità, via alla revisione
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Nonostante la flessibilità gli investimenti soffrono, nonostante la flessibilità la crescita non decolla, dunque bisogna cambiare le regole, cambiare il patto di stabilità. Il processo è iniziato, promosso dal commissario europeo agli affari economici Paolo Gentiloni. Gentiloni è tornato a parlarne dal luogo simbolo della contestazione alle politiche di austerity: Atene. "Dobbiamo essere consapevoli di due fatti: uno è che non stiamo cambiando i nostri trattati, non stiamo discutendo della stabilità delle nostre finanze. Stiamo chiedendo solo un miglioramento dell'attuale assetto", ha specificato.

Stabilità sì, ma anche sostegno agli investimenti per l'ambiente

Per Gentiloni la stabilità rimane un obiettivo chiave, ma è altrettanto importante del sostegno alla crescita e in particolare dei massicci investimenti nella lotta ai cambiamenti climatici.

Per la prima volta la commissione ha aperto una consultazione sul tema dell arevisione del patto: interpellerà i Paesi membri, il parlamento europeo e anche la BCE. La revisione dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno.

Molti Stati, soprattutto pig o ex pig, gli Stati del sud con alto debito, vogliono più flessibilità.

Roma per esempio aspetta che gli investimenti verdi siano scorporati dal calcolo del deficit. Presto per dire se sarà così ma c'è chi è ottimista sulla riforma. Il ministro delle finanze greco, Christos Staikouras, è convinto che "l'Europa può avanzare a passi da gigante e non a piccoli passi. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo procedere uniti, rapidi e con un migliore coordinamento, tenendoci lontani sia dal populismo che dalle élite".

Lo scopo è di arrivare alla revisione del patto di stabilità entro la fine dell'anno ma anche dentro la commissione le opinioni sono divergenti. E non sarà facile trovare un punto di caduta tra rigoristi, storicamente guidati dal vicepresidente Valdis Dombrovskis, e colombe.

Un punto diplomatico d'incontro tra le parti si è trovato sulla necessità di rivedere le regole dato che tutti le considerano troppo complesse, incomprensibili, difficili da comunicare. Quindi Bruxelles spesso viene additata come "la maestra cattiva". La parola d'ordine, quindi, è semplificazione.

Quanti rispettano il patto di stabilità?

ll patto di stabilità e crescita stabilisce che il deficit non deve superare il 3 % del Pil. Il livello del debito pubblico dovrebbe ammontare a un massimo del 60 % del Pil. Tali requisiti sono soddisfatti soltanto da 10 membri dell'eurozona.