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Venezuela fra diritti negati e narcotraffico

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Venezuela fra diritti negati e narcotraffico
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Juan Guaidó passa da Miami dopo una tournée in Europa dove però non tutti lo sostengono. La Spagna lo ha declassato al rango di "importante esponente dell'opposizione", ma anche in Italia se Matteo Salvini critica duramente Nicolas Maduro, i Cinquestelle restano ancora contrari a qualsiasi ingerenza esterna nel paese sudamericano. Juan Salafranca, spagnolo, segretario generale aggiunto del gruppo parlamentare e italofilo spiega la delusione dei partner europei.

Juan Salafranca: " È inverosimile che un paese come l'Italia, precursore della libertà e dell'umanità, forse per questioni di strategia politica o forse per una malintesa affinità ideologica si comporti così. Non capisco come il governo dei Cinquestelle che ha il controllo della Farnesina e del ministero degli esteri possa rifiutare dei essere dal lato corretto della storia, della libertà, della difesa dei diritti umani e non riconoscere Juan Guaidó. Un partito nuovo che dice di voler difendere la gente non sente di voler difendere la libertà e di diritti della gente che soffre in Venezuela? Dal nostro puntoi di vista è una cosa incomprensibile.

Euronews: Aldilà delle motivazioni ideologiche però, il rischio venezuelano per l'Europa è soprattutto legato al narcotraffico

Juan Salafranca: "Tutti sappiamo che non appena le Farc, almeno una parte di esse, ha sottoscritto un accordo di pace con il governo della Colombia, tutto il narcotraffiuco si è spostato in Venezuela. Quando esiste un governo, una nazione, un territorio, un esercito intero che ti facilitano il business, ma anche il traffico e la logistica della droga, questo non è altro che un narcostato che può andare a intaccare i nuclei basici della nostra società".