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"Liverpool & the Band": oltre l'icona di sempre fra nuovi business e l'incognita Brexit

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Il museo di Liverpool
Il museo di Liverpool   -   Diritti d'autore  Fermo Immagine da servizio
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"La vita è quello che ti accade mentre sei occupato a fare altri progetti" cantava John Lennon in 'Beautiful Boy'.

E Liverpool, a guardarla bene, sembra proprio sintetizzare il verso celebre del più amato dei Beatles: tanto più se la si osserva nel giorno in cui il Regno Unito esce dall'Unione europea.

Negli ultimi dieci anni lo sguardo fisso sui fasti del passato e sull'icona di sempre ha virato altrove, qualcosa è cambiato insomma. Soprattutto dal 2008, quando la città con il porto che poggia sulle rive del fiume Mersey diventa Capitale Europea della Cultura. La folla di visitatori che vi si riversa da allora, circa 4 milioni l'anno, subito si rende conto come la leggenda abbia fatto spazio alla cultura, all' arte e al nuovo passo industriale che si avverte dietro di sé percorrendola.

Sono circa 7,5 miliardi di euro le risorse che sono state spese per la riqualificazione dell'area urbana, che addirittura dagli anni Trenta si era costantemente spopolata fino al 2003, anno in cui tornò a salire, sfiorando i 450.000 abitanti nel 2005 (Fonte ANSA)

L'ex zona industriale, la Baltic Triangle, in particolare è sede alternativa ora invece un liogo dove start up, spazi artistici e locali gastronomici all'avanguardia si incontrano

Una delle realtà imprenditoriali, che fa fede a questo vento di rinascita, e ha scelto questa zona per la sua avventura, é la Poto Studios fondata da Charlie Tait e sua moglie una decina di anni fa:

In futuro cercheremo ancora di crescere, ma stiamo affrontando molte più sfide di quante avremmo pensato. Quindi tutti cercano di ottenere tutto ciò che possono andando avanti, ma l'ambiente in cui ci troviamo ora è molto più ostico di prima. Al momento possiamo soltanto osservaee i cambiamenti che man mano i risultati di questa crescita a ostacoli mostreranno, ma abbiamo un altro anno di incertezza ora, passeremo attraverso la stessa sequenza di eventi che probabilmente abbiamo vissuto nell'ultimo anno: nuovi accordi commerciali ci attendono insieme a nuove frontiere che si creeranno e vedremo come i consumatori si comporteranno in base alle loro paure, le scelte che compieranno
Charlie Tait
Poto Studios

Se ci spostiamo poi altrove, alla periferia della City, Londra, invece le cose sembrano vedersi in altro modo. Come per la Brompton Bicycle che ha aperto soltanto nel 2016. Il suo amministratore delegato ha un altro approccio alla questione Brexit legata al business:

Non cambierà nulla e non è stata cosi dura per noi, abbiamo raddoppiato il volume dei nostri affari negli ultimi 3 anni perché non li abbiamo passati indugiando sulla questione Brexit come un mantra. Ci siamo dedicati ai nostri clienti, focalizzandoci sulla produzione di prodotti ad hoc, come le biciclette elettriche, portando così nuovi clienti dal resto del mondo e aprendo punti commerciali, facendo insomma cose accattivanti insieme ai nostri collaboratori. Questo è cio' che conta davvero. Non che la Brexit sia irrilevante, è importante ma non è l'unica cosa a cui pensare e quando sapremo come si svilupperà tutto, quali i dazi che subiremo eventualmente, ascolteremo chi dovremo ascoltare. Ma fino ad allora non perderemo del tempo a preoccuparci su cosa accadrà o non accadrà
Will Butler-Adams
Brompton Bicycle

La scommessa imprenditoriale nel giorno dell'addio ai 27 passa insomma attraverso timori e speranze.