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Il rammarico di Juncker sulla Brexit

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Il rammarico di Juncker sulla Brexit
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Jean-Claude Juncker è l'ex presidente della commissione europea. Amato e odiato, certamente controverso, ha ammesso di come sia stato un errore non interferire nel referendum britannico sulla Brexit da cui tutto è cominciato, oltre 3 anni e mezzo fa.

Juncker, ai nostri microfoni, aggunge però che non aveva la possibilità di cambiare il risultato della consultazione.

"Ho detto a Cameron, e a tutti gli altri, che se organizzaste un referendum su di una questione così controversa come l'uscita dalla UE, perdereste. Non vi sorprendete se alla fine, dopo tante bugie ed approssimazioni su che cosa sia realmente l'Unione Europea, alla fine la gente voti contro".

Molti paesi potrebbero pensare di abbandonare l'Unione Europea.

"Questo no. Ho buone e profonde relazioni con i governi di molti paesi e non ne esiste uno che voglia uscire dall'Unione Europea, perché si sono resi conto di quanto accaduto nei negoziati con Londra, e che prezzo un paese deve pagare per uscire".

Ma Bruxelles non potrebbe pensare a punire Londra per dare una dimostrazione agli altri paesi?

"Sono contrario ai metodi punitivi perché non portano a nulla".

Quale paese potrebbe adesso svolgere un ruolo divisivo dentro l'Unione dopo l'uscita del Regno Unito?

"Ce ne sono diversi che sono in questa condizione. Potrebbero creare problemi anche se non dello stesso peso di quelli creati da Londra, ma questa è la democrazia europea. Non ho paura di queste divisioni, ho più paura delle criticità e delle spaccature su temi importanti che abbiamo ogni tanto. Ma anche questo è parte della democrazia europea".

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