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Coronavirus sulla bandiera cinese: vignetta danese provoca caso diplomatico

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Coronavirus sulla bandiera cinese: vignetta danese provoca caso diplomatico
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AP Photo/Polfoto, Niels Hougaard, archive
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Il coronavirus al posto delle stelle gialle su campo rosso: una vignetta pubblicata dal quotidiano danese Jyllands-Posten ha fatto sfiorare l'incidente diplomatico con la Cina e ha suscitato reazioni indignate da parte degli utenti dei social media cinesi.

Il 27 gennaio, Jyllands-Posten - un quotidiano balzato agli onori della cronaca mondiale nel 2005 per la pubblicazione delle vignette su Maometto che hanno fatto infuriare il mondo musulmano - ha deciso di mettere in pagina un disegno satirico in cui le cinque stelle della bandiera cinese, che rappresentano l'unità del popolo che si stringe intorno al Partito comunista, sono state sostituite da rappresentazioni del coronavirus 2019-nCoV.

L'ambasciata cinese in Danimarca ha chiesto pubbliche scuse alla redazione del giornale e al vignettista, definendo in un comunicato questa versione della bandiera "un insulto alla Cina e un danno ai sentimenti del popolo cinese".

La sede diplomatica ha ricordato che, ad oggi, decine di cinesi sono morti di coronavirus: la vignetta, si legge, è priva di "compassione o empatia", supera i limiti della "decenza e la frontiera etica della libertà di espressione, offendendo la coscienza umana".

L'illustrazione, ideata da Niels Bo Bojesen, ha suscitato polemiche sui social media cinesi, diventando uno degli argomenti più discussi su Weibo - la versione locale di Twitter. Alcuni internauti cinesi si sono uniti alle richieste di scuse, mentre altri hanno chiesto all'ambasciatore danese in Cina di fare pubblica ammenda.

Il quotidiano ha risposto pubblicando un articolo in cui il direttore ha affermato che non era intenzione del giornale prendersi gioco della situazione in Cina, ma non si è scusato "perché non possiamo scusarci per qualcosa che non consideriamo sbagliato".

Accunt twitter che appaiono legati alla Cina stanno ora "trollando" la pubblicazione, 'ricordando' come la Danimarca si sia arresa alla Germania nazista in poche ore.

Il primo ministro, Mette Frederiksen, ha reagito affermando che "in Danimarca abbiamo una tradizione molto forte relativa alla libertà di espressione e alla satira, e continueremo ad averla anche in futuro".

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