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Coronavirus: 6 morti in Cina e 170 ricoverati, OMS in allerta

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Coronavirus: 6 morti in Cina e 170 ricoverati, OMS in allerta
Diritti d'autore  AP Photo/Eugene Hoshiko   -   Eugene Hoshiko
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Un virus sconosciuto e contagioso che riporta alla memoria lo spettro della SARS che nel 2002-2003 falciò 800 vite. Continua a contagiare il coronavirus cinese diffusosi dalla città di Whuan dove gli ospedali sono invasi da malati: quasi 170 persone colpite dal virus presumibilmente partito da un mercato del pesce, sono ricoverate e la conta dei morti sale a sei. Il virus ha toccato tutte le più grandi città cinesi: Guangdong, Shenzei, Pechino, Shangai.

Già 14 medici e infermieri contagiati

Zhong Nanshan, noto pneumologo cinese che isolò il virus della SARS, spiega che: "Oltre il 95 per cento dei casi sono legati a Wuhan: persone che da lì vengono o che vi si sono recate. Questa è la prima particolarità. La trasmissione da uomo a uomo è stata confermata in due posti: a Guangdong e a Wuhan. Il terzo problema è il contagio per medici e infermieri, già 14 di loro, addetti alla cura di pazienti affetti da coronavirus, sono stati infettati".

Per domani l'OMS ha convocato un comitato d'emergenza.

"Se i dati confermassero un'estensione del focolaio del nuovo coronavirus non si escludono misure più importanti a livello internazionale, che potrebbero esser prese domani dall'Organizzazione Mondiale della Sanità - ha detto all'ANSA Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità - dai controlli più serrati negli aeroporti allo sconsigliare spostamenti, fino alle restrizioni dei viaggi, chiaramente non da tutta la Cina ma solo dalla città di Wuhan".

È britannico il primo europeo contagiato

Un turista inglese, Ash Shorley di 32 anni, "sta lottando contro la morte in Thailandia: si teme possa essere il primo occidentale colpito dal nuovo coronavirus". La notizia è rivelata dal The Sun. L'uomo è stato portato d'urgenza in ospedale a Phuket, si è sentito male mentre si trovava nell'isola di Koh Phi Phi. I medici a Phuket hanno rilevato che i sintomi presentati dall'uomo sarebbero "compatibili" con il nuovo coronavirus originatosi in Cina.

Il primo focolaio a Wuhan, la città più colpita

Il virus si è diffuso nella città cinese di Wuhan: 11 milioni di abitanti e un mercato del pesce di troppo, ora chiuso per indagini. Da qui si pensa si sia sparso il virus passato forse da un animale all'uomo. Tutto mentre milioni di cinesi viaggiano approfittando delle festività del capodanno lunare mettendo in allarme mezzo mondo: diversi aeroporti in asia e negli stati uniti hanno iniziato a controllare chi entra.

Screening negli aeroporti (non solo asiatici)

L'epidemia ha colpito anche fuori dai confini, in particolare in Thailandia e Giappone, un primo caso è stato isolato in Australia. Controlli sono scattati agli aeroporti di tanti Paesi asiatici, negli Stati Uniti e anche a Roma Fiumicino. Circa un centinaio di esperti del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) sono stati inviati al JFK di New York e negli scali di Los Angeles e San Francisco. Nelle prossime settimane, circa 5mila passeggeri verranno controllati al loro arrivo negli Stati Uniti.

Il 30 dicembre, la Cina ha segnalato un'epidemia a Wuhan. Siamo molto preoccupati per questo, perché si tratta di un nuovo coronavirus e di una malattia che non abbiamo mai visto prima
Nancy Messonnier
Direttrice del Centro Nazionale per l'immunizzazione e le malattie respiratorie

Il virus che fa paura

I coronavirus possono causare raffreddori comuni, ma anche gravi malattie respiratorie come accadde per Severe acute respiratory syndrome (SARS) e la Middle east respiratory syndrome (MERS).

La SARS - che ebbe origine a Foshan, in Cina, a fine 2002 - si trasmette sia per via aerea che per contatto e ha un periodo di incubazione dai due ai dieci giorni; nei casi più gravi può essere letale. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), tra il 2002 e il 2003, causò 813 decessi e 8.437 contagi in una trentina di Paesi (anche in Italia si registrarono quattro casi, non mortali).