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Ungheria in calo demografico: no agli immigrati, sì alla fecondazione in vitro gratis

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Ungheria in calo demografico: no agli immigrati, sì alla fecondazione in vitro gratis
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Nel Ventennio, in Italia, si toccava il portafoglio: imposte per i celibi, esenzioni fiscali per le famiglie numerose.

Nell'Ungheria autarchia di Viktor Orbán, la ''frustata demografica'' è invece 2.0: il saldo negativo delle nascite non si affronta anche con l'accoglienza, ma avviene sfruttando le opportunità offerte dalla scienza medica, statalizzando le cliniche e rendendo gratuita la fecondazione in vitro.

Cliniche statali e fecondazione in vitro gratis

A dicembre lo Stato ha acquisito sei cliniche private: l'obiettivo dichiarato dal Governo ungherese è quello di contrastare il declino demografico, aumentare il tasso di natalità, investire budget cospicui nel trattamento della sterilità.

Non abbiamo solo comprato le cliniche, ma abbiamo fatto in modo che il trattamento della fertilità non sia in futuro un servizio esposto alle dinamiche di mercato, ma una prestazione di base gratuita
Viktor Orbán premier ungherese

Anche se le misure del Governo ampliano la platea che avrà accesso ai trattamenti, una parte della stampa ungherese parla di "socializzazione" e critica la centralizzazione dei servizi: "Come tutti sappiamo, lo Stato non è un buon padrone - dice Zsombor Kunetz, esperto della salute - la qualità dei servizi forniti dalle istituzioni pubbliche è di solito inferiore a quella delle istituzioni private".

"Lo Stato ha acquistato sei cliniche per la fertilità - afferma la giornalista Nora Shenouda - sembra che i vertici aziendali fossero d'accordo: secondo le nostre fonti, infatti, i proprietari erano comunque intenzionati a vendere".

Un'altra esperta, Gabriella Lantos, ritiene che la questione dell'infertilità non possa essere risolta semplicemente col denaro: non ci sono abbastanza embriologi, endocrinologi ed ematologi per aumentare il numero di bambini trattando l'infertilità.

"Improvvisamente un sacco di soldi viene versato in questo sistema - afferma quest'ultima - mentre non ci sono abbastanza esperti del settore in Ungheria, quindi la cosa non funzionerà, anche perché non se ne valuta l'efficienza e senza concorrenza l'efficienza è cattiva a prescindere.

Tutto questo è semplicemente un segno che il trattamento dell'infertilità è diventato una delle armi segrete a livello demografico, perché si vuole combattere la migrazione, ma ciò non sarà possibile sostenendo economicamente questi trattamenti".

Orbán: "4000 nascite entro il 2022"

L'altra questione sottolineata dai detrattori della riforma è la carenza di professionisti - embriologi, endocrinologi ed ematologi - per far fronte alle richieste a carico dell'assistenza pubblica. Ma il governo va avanti: la popolazione ungherese è diminuita di oltre 100 mila persone negli ultimi 10 anni.

L'Amministrazione Orbán ha già cercato di aumentare il numero delle nascite attuando il "piano d'azione per la protezione della famiglia", che comprende aiuti finanziari per le coppie con figli, prestiti agevolati per la casa e esenzioni dall'imposta sul reddito.

Dalla centralizzazione delle cliniche per la fertilità, il Governo si apetta la nascita di 4000 bambini entro il 2022.