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La storia del pugile polacco che salì sul ring ad Auschwitz

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La storia del pugile polacco che salì sul ring ad Auschwitz
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Tadeusz Pietrzykowski aveva 20 anni quando iniziò ad allenarsi per diventare pugile. Dopo l'invasione tedesca della Polonia nel 1939, provò a raggiungere la Francia, per unirsi alla Resistenza, ma venne catturato al confine tra Ungheria e Jugoslavia e inviato ad Auschwitz. Lì fu costretto a combattere, per intrattenere le guardie della SS.

"Per sopravvivere nel campo di concentramento doveva dimostrare in qualche modo di essere all'altezza", dichiara la figlia Eleonora Szafran. "Non aveva competenze professionali. L'unica cosa che sapeva fare era la boxe". Lasciato Auschwitz, il pugile andò a combattere anche nel campo di Bergen-Belsen, in Bassa Sassonia.

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Tadeusz PietrzykowskiEVS

"Devo ammettere che non conoscevo la storia di Pietrzykowski, ma mi ha subito colpito", dice Krzysztof Szpetmański, produttore del film. "Era un uomo fantastico, un grande patriota e sportivo".

L'attore polacco Piotr Głowacki è il protagonista della pellicola. "L'intero film è un tentativo di rispondere a chi è Teddy Pietrzykowski. Questa è la storia di un tentativo di fuga dall'inferno, di ciò che un essere umano è capace di fare".

Il regista Maciej Barczewski conosce molto bene il tema. Suo nonno fu infatti prigioniero ad Auschwitz. "È una storia di coraggio, speranza e forza. Racconta un capitolo sconosciuto della storia polacca che parla di un uomo straordinario, che per i suoi compagni di prigionia divenne simbolo di speranza", spiega il regista.

The Champion uscirà nelle sale cinematografiche a settembre.