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Diplomazie al lavoro per una de-escalation in Libia

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Diplomazie al lavoro per una de-escalation in Libia
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Diplomazie al lavoro, nella giornata di sabato, per tentare una de-escalation nel conflitto libico. In Italia faccia a faccia di tre ore tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il premier libico Fayez al-Sarraji, che ha accettato l'invito di Roma dopo l'incidente diplomatico dei giorni scorsi, quando Conte aveva ricevuto il generale Khalifa Haftar.

Al-Serraji ha ribadito di essere pronto a una tregua, a condizione - assai difficile da realizzarsi - che il generale Haftar si ritiri. Lunedì Conte sarà in Turchia, poi in Egitto.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, incontrando a Mosca Vladimir Putin ha annunciato che presto saranno diffusi gli inviti per la conferenza di pace di Berlino sulla Libia. Nell'intento di convincere anche il leader turco Recep Tayyip Erdoğan a partecipare Merkel volerà ad Ankara il 24 gennaio.

Putin: sì alla conferenza di pace ma solo con negoziato preliminare

Le forze della Turchia continuano ad essere le uniche ufficialmente in campo in Libia, in appoggio al governo riconosciuto dalla comunità internazionale, guidato da Fayez al-Sarraj. Sul fronte opposto la Russia, con l'Egitto, è il principale sponsor dell'avanzata di Haftar, anche se Putin oggi ha ribadito che "la Libia è piena di mercenari e non sono pagati dalla Russia". In ogni caso, ha detto il leader del Cremlino, è auspicabile che dopo la nostra intesa si interrompa questo flusso di combattenti, anche dalla Siria".

Della conferenza di pace a Berlino Putin ha detto che è uno sforzo apprezzabile, ma serve un negoziato preliminare con le parti libiche.

Intanto Erdoğan ha ricevuto oggi il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, che gli ha ribadito la necessità di una soluzione per via politica. Ma la possibilità di una tregua, chiesta chiesta da Turchia e Russia a partire da domenica, sembra sempre più remota.

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