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Trump rivendica l'uccisione di Soleimani

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A colloquio coi giornalisti insieme a premier greco Mitsotakis, Donald Trump ha difeso la decisione di uccidere il generale iraniano Qassim Souleimani. L'assassinio mirato, secondo lui, avrebbe salvato molte vite di statunitensi, potenziali vittime di attacchi pianificati dall'Iran. "Se l'Iran facesse qualcosa che non deve, allora ne pagherà le conseguenze e anche molto forti", ha ribadito Trump.

Washington minimizza anche l'ipotesi di un ritiro definitivo delle forze statunitensi dall'Iraq, ipotesi contenuta in una lettera al governo di Baghdad e finita sui giornali. Una lettera che per la Casa Bianca era solo una bozza diffusa per sbaglio. Almeno questa è la tesi del ministro della Difesa Esper: "La nostra linea non cambia: non lasceremo l'Iraq. Una bozza non firmata di una lettera non rappresenta un cambio di linea. E per quello che ne so quella non era una lettera firmata".

Dove cambia la poszione di Washington però è sul nucleare iraniano. In serata con una intervista a un canale tv statunitense Trump si è detto pronto a "rinegoziare l'accordo" con Teheran.