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A Mosca è partita la raccolta differenziata

A Mosca è partita la raccolta differenziata
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Camion della nettezza urbana scaricano l'immondizia nel sito di Kolomna, Russia, a sud-est di Mosca - AP Photo/Dmitry Serebryakov - Dmitry Serebryakov
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Il 2020 ha portato a Mosca l'avvio delle raccolta differenziata dei rifiuti, con la speranza di arrivare ad una percentuale di almento il 50% di riciclo. Secondo i dati ufficiali, attualmente l'88% dei rifiuti finisce in discariche a cielo aperto.

Cestini separati per materiale riciclabile sono apparsi nei cortili di tutti i palazzi a partire dal 1 gennaio di quest'anno.

La capitale russa è molto indietro da questo punto di vista: solamente alcuni piccoli gruppi o imprese private separano, per dire, il secco dall'umido. Nonostante il nuovo progetto sia stato accolto con favore, alcuni ecologisti temono per la mancanza di un'adeguata campagna di comunicazione rivolta agli abitanti della metropoli.

"Senza un'educazione e un'informazione accessibile a tutti, nessuno capirà cos'è il riciclaggio. Si verificherà la stessa situazione che si verifica nella maggior parte delle altre città impreparate del mondo", l'opinione di Asya Mitskevich, eco-artista ed eco-attivista, raccolta da _Euronews. _

La città produce circa 8 milioni di tonnellate di spazzatura ogni anno. Roma, a titolo di confronto, ne genera 1.7 milioni.

Crescenti preoccupazioni per l'ambiente

La consapevolezza di avere un grande problema di rifiuti e la sensibilità ambientale sono cresciute in Russia dalla grande "crisi dei rifiuti" del 2017, quando proteste contro l'accumulo illegale dei rifiuti si tennero in almeno 30 regioni del paese.

Nel 2018, il presidente russo Vladimir Putin ha approvato il piano nazionale per l'ecologia che si pone come obiettivo il riciclo del 36% dei rifiuti solidi urbani entro il 2024. A settembre, la Russia ha ratificato l'accordo di Parigi sul clima che prevede anche l'istituzione di un sistema di riciclaggio delle materie prime.

Non solo Mosca: in tutto il paese sono stati approvati programmi di gestione e smaltimento dei rifiuti, anche se secondo fonti ufficiali solo 74 regioni sono in possesso dei necessari requisiti. Secondo Greenpeace, la Russia produce annualmente circa 60 milioni di tonnellate di rifiuti, e la percentuale di riciclo è ferma al 7-8%:

Gli esperti russi hanno criticato le misure ecologiche del governo, tra cui un recente decreto del Cremlino che classifica l'incenerimento dei rifiuti come riciclaggio. Putin punta alla costruzione di 30 nuovi inceneritori.

"Gli inceneritori emettono nell'aria fino a 250 sostanze pericolose, come diossine, mercurio, cadmio", si legge in una petizione di Greenpeace contro la legge. "Molte di queste sostanze sono tossiche, non degradabili, e possono accumularsi negli organismi viventi. Queste proprietà le rendono ancor più pericolose per l'ambiente".

Il piano non prevede inoltre strategie per ridurre la quantità complessiva di rifiuti prodotti. La maggior parte della spazzatura della città verrà spedita fuori città in discariche nelle regioni di Kaluga, Vladimir e Mosca.

Il riciclaggio in altre città europee

La Russia non è Stato membro della UE, dove, da oltre 10 anni, sono in vigore norme che stabiliscono gli standard di riciclaggio. La direttiva quadro sui rifiuti dell'UE (2008) e la direttiva sulle discariche (1999) fissano obiettivi vincolanti per il riciclaggio dei rifiuti urbani.

Secondo l'Agenzia Europea per l'Ambiente (AEA), tra il 2004 e il 2017 i tassi di riciclo dei rifiuti urbani sono aumentati del 16% in Europa. L'AEA osserva che queste percentuali "differiscono notevolmente tra i paesi europei, e vanno dal 68% in Germania allo 0,3% in Serbia" (2017).

I miglioramenti sono stati in parte guidati dagli obiettivi comunitari introdotti nel 1994 e nel 2008 e successivamente dai pacchetti di economia circolare (2015).

La legislazione UE sui rifiuti costituisce la base giuridicamente vincolante per la legislazione sui rifiuti degli Stati membri.

Uno studio della Commissione europea del 2015 sui sistemi di riciclaggio nelle capitali europee ha rilevato che, su 28 capitali, 25 sono dotate di un sistema di raccolta differenziata porta a porta.

Mosca è sì in ritardo rispetto ad altre metropoli europee, ma c'è da dire che in pochi anni le cose possono cambiare radicalmente.

Lubiana, capitale della Slovenia, ha introdotto la raccolta differenziata di carta, vetro e imballaggi nel 2002, ma ha una delle anime più ecologiste d'Europa: entro il 2025, quasi il 75% della spazzatura generata dai suoi abitanti sarà riciclato.

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