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Strage di Mogadiscio: presidente somalo accusa Al Shabab

Strage di Mogadiscio: presidente somalo accusa Al Shabab
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AP - Farah Abdi Warsameh
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In Somalia è unanime la condanna dell'attentato avvenuto sabato a Mogadiscio quando un kamikatze a bordo di un'autobomba si è fatto esplodere a un affollato checkpoint uccidendo almeno 79 persone e ferendone più di 100.

Tra le vittime si contano circa 30 giovani studenti universitari che erano a bordo di un autobus che stava transitando al momento dell'esplosione.

Il presidente somalo Mohamed Abdullahi Mohamed accusa senza mezzi termini il gruppo di estremisti islamici Al Shabaab legato ad Al Qaida.

"Al-Shabab non costruisce ma distrugge, non costruisce scuole, non costruisce strutture sanitarie, non nutre la gente, non nutre il futuro dei bambini" ha detto il capo di stato in un video postato su Twitter "Al Shabab è nato per sabotare lo sviluppo della gente e uccidere i nostri figli e per offuscare l'intero futuro di questo Paese".

L'attacco non è ancora stato rivendicato. I terroristi di Al Shabaab sono stati allontanati da Mogadiscio diversi anni fa ma il gruppo continua a colpire obiettivi importanti in tutto il paese e in altre zone dell'Africa orientale.

Gli attentati rivendicati da Al Shabaab nel corso degli anni sono stati quelli che hanno colpito zone frequentate da coloro che i terroristi chiamano "agenti stranieri" oppure quelli contro le forze di sicurezza somale. Nell'attacco di sabato a morire sono stati soprattutto civili musulmani, e questa circostanza potrebbe danneggiare la loro causa.

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