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Perché all'Ue non piace il salvataggio della Banca popolare di Bari

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Perché all'Ue non piace il salvataggio della Banca popolare di Bari
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Salvataggio esterno per evitare il salvataggio interno. Un gioco di parole spiega perché il governo mette sul tavolo 900 milioni di Euro nel salvataggio della Banca Popolare di Bari, dei suoi correntisti e del suo azionariato: Lo scopo dell'esecutivo guidati da Giuseppe Conte è di evitare la direttiva europea sul Bail in, che provocò drammi ai risparmiatori ai tempi del crack della banche toscane e venete.

Il presidente del consiglio ha infatti sottolineato l'intenzione di "proteggere i risparmiatori e di non fare nessuna concessione ai banchieri". Una posizione che dovrebbe soddisfare uno dei soci del governo, i 5 Stelle di Luigi di Maio, il quale si è spinto ancor apiù in là, proponendo la nazionalizzazione permannete dell'istituto di credito.

Il governo italiano è diviso tra oltranzisti del salvataggio e del "prima in nostri risparmiatori" e chi, come Italia Viva, mantiene una certa sensibilità nei confronti delle ragioni del mercato e un'orecchio teso verso Bruxelles.

Forse è anche per celare l'ennesimo conflitto interno, che si insiste sulle responsabilità di chi ha condotto una banca sana come la Popolare di Bari al disastro.

Stando alle prime indagino di Palazzo Chigi, il colpevole è il management. Ma ci sarebbe anche la complicità di alcuni funzionari di Bankitalia che avrebbero permesso all'istituto pugliese di fare operazioni spericolate.

E Via Nazionale è reponsabile per il controllo di banche della taglia di Bpb. Mentre gli istituti di credito più grandi sono sotto la supervisione delle autorità europee emanati dalla Bce.

Il salvataggio resta un'opzione eterodossa rispetto ai dogmi europei del mercato unico, restrittivi sugli aiuti di stato, e alla direttiva Ue sul salvataggio interno delle banche, che per ricapitalizzare una banca nei guai prevede l'intervento solo dei suoi soci. Da qui il termine inglese Bail in, salvataggio interno in italiano. E sempre per la stessa normativa europea, i risparmiatori vengono tutelati solo fino a 100 mila euro di perdita sul deposito, dal sistema di garanzia interbancaria.

Bruxelles quindi potrebbe non gradire, anche perché i salvataggi esterni (Bail out) della banche con i soldi degli stati membri, si stanno moltiplicando in diversi paesi delal zona Euro, rendendo il sistema bancario europeo poco attraente per gli investitori esteri.

Spiega Karel Lannoo, analista delle questioni bancarie europee, del Ceps che:

"tocca alla commissione europea interpretare le regole con severità e dire: guarda un po', questo è un caso di aiuto di stato. E se si vuole raggiungere l'obbiettivo finale di avere un mercato competitivo, dobbiamo applicare le regole. Ma questo non riguarda solo l'Italia, e questo caso specifico, abbiamo visto una situazione analoga due settimane fa in Germania per la banca Nord Lb, e non è l'unico caso in Germania"

Così gli stati membri si trovano spesso di fronte al dilemma se rispettare la legislazione europea o proteggere i risparmi e gli investimenti dei loro cittadini, che sono anche i loro elettori.

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