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Riforma delle pensioni in Francia: il premier la spiega ma non convince

Riforma delle pensioni in Francia: il premier la spiega ma non convince
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In Francia termini della riforma previdenziale annunciati questo mercoledì dal premier Edouard Philippe non hanno soddisfatto le attese dei sindacati, neanche dei più moderati, le concessioni sull'età non bastano a colmare la fine dei regimi speciali e l'acquisizione del sistema a punti, in vista di un aumento dell'età pensionabile che potrebbe nel giro di pochi anni arrivare a 64 anni.

Le parole del premier non bastano ai sindacati delle ferrovie, in prima linea contro la riforma annunciano di voler rinforzare la mobilitazione.

"Manterremo l'età minima per andare in pensione a 62 anni, l'età legale che consentirà la pensione a 62 anni non verrà modificata. 62 anni, ben inteso, se il percorso lavorativo lo consentirà. Non costringeremo nessuno, tuttavia chiediamo ai francesi di lavorare un po' di più".

Il nuovo sistema pensionistico interessa chi è nato dopo il 1975, si tratta di un sitema a punti che per chi è nato 45 anni fa entrerà in vigore nel 2025, sarà invece il nuovo sistema pensionistico francese a partire dal 2022. È stato oggetto di quasi due anni di negoziati, il modello a punti cui s'ispira, già in vigore in Germania e Svezia, cancella i regimi speciali e le casse autonome.

Il nuovo sistema previdenziale cercherà di anadare incontro alle donne, quelle maggiormente penalizzate dal sistema attuale.

"Saranno soprattutto le donne a trarne vantaggio- ha deto ancora Philippe - Oggi sappiamo che le pensioni delle donne sono più basse, quasi la metà delle pensioni degli uomini. È inaccettabile, è durato a lungo. È migliorato nel tempo ma molto lentamente".

Al settimo giorno di sciopero, la situzione dei trasporti pubblici resta critica soprattutto a Parigi. Dove nove line di metro su 16 sono rimaste chiuse e solo il 40% dei collegamenti in superficie sono stati assicurati.

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