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Internet down. Iraniani isolati, durante la rivolta della benzina

Internet down. Iraniani isolati, durante la rivolta della benzina
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REUTERS/Morteza Nikoubazl
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La Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei sostiene la decisione dell'esecutivo di razionare e aumentare - notevolmente - i prezzi della benzina. Decisione che ha provocato la rabbia degli iraniani, in strada ormai da due giorni. L'Ayatollah ha definito "banditi", i manifestanti che hanno provocato incidenti, in diverse città del Paese mediorentiale - da Teheran a Mashhad, passando per le turistiche Shiraz e Isfahan -.

Bloccato internet

Al momento il numero delle vittime è imprecisato: secondo la polizia sono due, mentre altre fonti parlano addirittura di una trentina di morti (tra i quali un poliziotto) duranti gli scontri tra dimostranti e forze dell'ordine. Ma non è chiaro, anche perché da ormai qualche ora il popolo iraniano non può più usare internet e quindi comunicare con l'esterno. E' quasi impossibile accedere ai servizi email e alle applicazioni Instagram e Whatsapp, mentre non funzionano i sistemi antifiltro usati per accedere a siti e social media vietati. Una mossa - voluta da chi comanda - volta a evitare che si diffondano immagini o notizie della rivolta.

Quaranta persone sono state invece arrestate a Yazd, nel centro del Paese, dopo uno scontro con la polizia e sono accusate di aver compiuto atti di vandalismo.

La misura governativa che ha scatenato la rivolta della benzina

La collera degli iraniani è scoppiata dopo l'annuncio della misura governativa, presa per contrastare i contraccolpi delle sanzioni statunitensi. Un rincaro del 50% sul prezzo al litro e un razionamento - massimo 60 litri di benzina al mese per veicolo - sono un duro colpo per un Paese economicamente in crisi, nonostante sia uno dei maggiori esportatori di petrolio al mondo. O forse proprio per questo...

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