EventsEventiPodcasts
Loader
Seguiteci
PUBBLICITÀ

La crisi di Hong Kong sulla ribalta della cronaca internazionale

La crisi di Hong Kong sulla ribalta della cronaca internazionale
Diritti d'autore 
Di Paolo Alberto Valenti
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

Aggressione alla ministra della giustizia di Hong Kong a Londra, le parole ostili verso gli studenti del presidente cinese a Brasilia, le risoluzioni del governatorato della città stato: il preludio al massacro dei rivoltosi ad Hong Kong c'è tutto

PUBBLICITÀ

Il ministro della giustizia di Hong Kong Teresa Cheng, che era a Londra per promuovere il suo paese è stata presa di mira da un gruppo di manifestanti che l'hanno chiamata "assassina". L'incontro in cui avrebbe dovuto parlare è stato successivamente annullato. Cheng è stata effettivamente malmenata e la cosa avrà delle conseguenze per le autorità britanniche che non l'hanno difesa.

Fuoco alle polveri a Hong Kong

La reazione del governo di Hong Kong non si è fatta attendere e non solo sulla scorta dell'evento di Londra. Il segretario capo Matthew Cheung è stato chiaro in conferenza stampa sulle misure nette da prendere :  Mentre dovremo affrontare un nuovo deterioramento della situazione, il governo prenderà sicuramente misure più decisive per fermare le rivolte ma si spera un ritorno alla normalità il più presto possibile.

Le parole di Xi Jinping a Brasilia come un macigno

Parlando a Brasilia in occasione del summit dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), il presidente cinese Xi Jinping ha sostenuto in pieno la repressione di polizia ad Hong Kong invitando la magistratura a punire coloro che hanno commesso violenti crimini. Considerazioni che non fanno ben sperare in un allentamento della tensione nella città stato che si è ribellata alle costrizioni di Pechino.

La situazione sul campo

Le rivolte di venerdì hanno visto per strada solo 200 manifestanti con limitati scontri nel distretto di Mong Kok. La settimana che si chiude ha visto un significativo incremento della violenza. È morto un operaio 70enne che era stato colpito alla testa da un mattone. I due casi più gravi di violenze sono stati un uomo che si opponeva ai rivoltosi a cui è stato dato fuoco con la bezina.

Il decalogo delle violenze

La polizia dal canto suo aveva sparato nel petto a un ragazzo che è sempre in gravi condizioni all'ospedale. Il movimento studentesco, l'insieme della Chiesa cattolica di Hong Kong oltre ad altre organizzazioni della società civile hanno reclamato un’inchiesta indipendente sulle azioni delle forze dell’ordine che hanno aperto il fuoco sui dimostranti. Si calcolano in migliaia le persono che sono ancora ricoverate negli ospedali o sono finite agli arresti.

**La necessità "di una forte repressione", secondo Pechino
**

Per il presidente cinese Xi Jinping i manifestanti sono criminali e costituiscono una minaccia al principio di fondo cioè quello di un Paese, due sistemi. Intanto l’Ufficio centrale del rapporto fra Cina e Hong Kong (Liaison office) ha diffuso una dichiarazione in cui si affermava che la città sta scivolando nell’abisso del terrorismo e che è necessaria una forte repressione.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Hong Kong: urne chiuse, affluenza record al 71%

Il Politecnico di Hong Kong a ferro e fuoco nella notte

Cina media un accordo interno tra fazioni palestinesi per la gestione postbellica di Gaza