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Il Prix Goncourt a un romanzo sulla vita, l'infelicità, il fallimento...

Il Prix Goncourt a un romanzo sulla vita, l'infelicità, il fallimento...
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È il più ambito premio letterario di Francia e quest'anno ¨è andato a Jean Paul Dubois che ha sbaragliato con un romanzo sul fallimento, l'ingiustizia e la felicità perduta, "tutti gli uomini non abitano il mondo alla stessa maniera" (tous les hommes n'habitent pas le monde de la même façon, editions de l'Olivier).

Schivo, una vita lontano dalle telecamere, lo scrittore di Tolosa sessantanovenne si è presentato in felpa a ritirare il prestigioso riconoscimento. Come di consueto l'annuncio è avvenuto al ristorante parigino Drouant.

Jean Paul Dubois, ha già vinto nel 2004 il prestigioso premio Femina con "Une vie française", una saga sulla generazione dei baby boomers nati dopo la guerra.

Resta a bocca asciutta la scrittrice belga Amelie Nothomb, eterna candidata alla vittoria del Goncourt e quest'anno in corsa con "soif", "sete", un romanzo in cui si immagina Gesù prima della morte. Più volte Nothomb è stata indicata come vittima del maschilismo della giuria del Goncourt. Ad ogni modo, premio o no, la scrittrice belga ha già vinto l'affetto dei lettori avendo già venduto almeno 18 milioni di copie.

Il centenario della vittoria di Proust

Quest'anno è un anno particolare per il Prix Goncourt perché ricorre il centenario della vittoria di Marcel Proust che guadagnò l'ambito riconoscimento con il secondo libro della Recherche nel 1919, "All'ombra della fanciulle in fiore". Per onorare la ricorrenza e la memoria del grande scrittore i giurati hanno annunciato i finalisti del 2019 a Cabourg in Normandia, la cittadina che corrisponderebbe alla Balbec della Recherche.

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