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Lo stop della Francia all'ingresso dell'Albania nella UE

Lo stop della Francia all'ingresso dell'Albania nella UE
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Albania e Macedonia del Nord non entrano in Europa come sancito dal vertice sull’allargamento dell’Unione europea nei Balcani. Parigi (supportata solo da Paesi Bassi e Danimarca) ha posto un veto che la maggioranza degli altri paesi considerano inconcepibile ma che risale inevitabilmente agli ostacoli che il presidente francese Macron incassa a Bruxelles e al miglioramento delle relazioni Parigi-Mosca. Nel quadro del vertice Paesi Arabi - Unione Europea ad Atene, Euronews ha incontrato il premier albanese che ha spiegato la sua profonda, comprensibile delusione.

La questione dei Balcani di permanente attualità

Edi Rama, premier albanese:Spero che alla fine la ragione prevalga per la sua fondata logica geostrategica. L'Unione Europea non può trattare i Balcani occidentali come un'area lontana dai propri interessi. Al contrario...per motivi di sicurezza, l'UE deve integrare i Balcani. Puoi vivere con un rene in tasca? È impossibile. È fonte di potenziali problemi.

Eppure l'Europa era compatta

Mai come questa volta l'Europa era stata tanto solidale nell'incoraggiare la candidatra dell'Albania con tanto di Commissione uscente perfettamente compatta in questa prospettiva e invece per ora il processo si arresta. La prospettiva è quella di far ripartire le trattative in primavera ma le incognite sono tante.

Le giustificazioni della Francia

La Francia aveva giustificato la sua opposizione alla necessità di riformare il funzionamento dell'UE prima di aprirsi a nuovi membri. Secondo i suoi detrattori Macron avrebbe agito anche per ragioni migratorie o almeno facendole baluginare.

Le parole del Parlamento

"Una tale riforma non dovrebbe impedire all'Albania e alla Macedonia del Nord, che hanno già soddisfatto i criteri necessari, di essere valutati in base ai loro meriti e criteri oggettivi e non giudicati dalle priorità politiche nazionali in altri paesi ": recitava la risoluzione del Parlamento europeo.

La delusione di Junker

"Sono molto deluso per la decisione o meglio dalla non decisione del Consiglio europeo sull'allargamento- ha dicharato subito il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker - la Macedonia del Nord e l'Albania avevano il diritto di aspettarsi l'apertura di negoziati perché questi Paesi hanno fatto degli sforzi. E' un errore madornale non avere aperto i negoziati con questi Paesi, li si colpisce al cuore (...). Se l'Ue dà l'impressione di fare promesse e poi di non mantenerle, nessuno nel mondo ci rispetterà".

Edi Rama:Sì, accetto la responsabilità personale di qualcuno che ha vissuto in Francia per così tanto tempo, e so che non posso cambiare la mentalità dei francesi.

Le ambizioni francesi

La Francia ha intanto dimostrato di poter decidere contro il parere di tutti e che la politica nei Balcani non avanza senza il placet di Parigi.

Sebbene un allargamento sconsidierato ad est possa diventare più un vulnus che un vantaggio per l'Unione la questione dell'insieme dell'area dei paesi ex-yugoslavi resta sempre prioritaria per l'Europa, la sua stabilità e la sua coerenza.

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