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In Germania il primo processo al mondo contro la tortura di Stato in Siria

In Germania il primo processo al mondo contro la tortura di Stato in Siria
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La Germania processerà due presunti funzionari del servizio segreto siriano per aver partecipato a crimini contro l'umanità. Sarà il primo procedimento al mondo sulla tortura di stato in Siria. Lo ha annunciato martedì una Ong tedesca, l'European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR): "Il primo processo al mondo sulle torture di stato in Siria prenderà il via in Germania nel 2020 - un passo importante nella lotta contro l'impunità".

Anwar Raslan e Eyad al-Gharib, i due futuri imputati, sono stati arrestati a febbraio insieme ad un terzo sospetto in Francia - come indica l'ufficio del pubblico ministero federale di Karlsruhe, una città al confine non lontano da Strasburgo.

Le accuse contro i due uomini sono state depositate lo scorso 22 ottobre. Raslan, che avrebbe guidato un'unità investigativa dotata di un proprio centro di detenzione nella zona di Damasco, è "sospettato di complicità nei crimini contro l'umanità", si legge in una dichiarazione dei pubblici ministeri tedeschi.

"In questo contesto, è accusato anche di 58 casi di omicidio, stupro e aggressione sessuale aggravata". Nella struttura da lui gestita, oltre 4mila prigionieri hanno subito "torture brutali e massicce" da aprile 2011 al settembre 2012.

Gharib, ex ufficiale che gestiva i posti di blocco e che dava la caccia ai manifestanti, avrebbe contribuito al rapimento e alla tortura di almeno 30 persone nell'autunno del 2011.

Nella città di Douma le forze di sicurezza avevano utilizzato la forza per disperdere una manifestazione antigovernativa. Si ritiene che Gharib abbia giocato un ruolo decisivo nella cattura di chi protestava e nella loro detenzione nella prigione guidata da Raslan.

Uso "brutale" della forza

I procuratori descrivono un sistema brutale di interrogatori dei membri dell'opposizione e una varietà di metodi di tortura, tra cui "pugni, manganelli, tubi, cavi, fruste e scosse elettriche". I prigionieri venivano in alcuni casi fatti pendere dal soffitto, legati per i polsi, e picchiati, stuprati, privati del sonno e minacciati. Oggetto delle minacce sarebbero stati anche i loro cari.

"I sistematici e brutali maltrattamenti fisici e psicologici sono serviti ad estorcere confessioni e ad ottenere informazioni sui movimenti di opposizione", si legge nelle carte della procura.

ECCHR dà sostegno legale ai querelanti, siriani sopravvissuti alle torture, e indica che sono 14 i testimoni che hanno partecipato all'inchiesta tedesca.

Il conflitto siriano ha avuto inizio nel marzo 2011 con una serie di proteste di massa in favore di maggiore democrazia e tutela delle libertà civile. Hanno innescato una violenta repressione da parte del regime di Assad, il quale - secondo i pm - ha rapidamente iniziato a usare "forza bruta" contro i manifestanti.

"I servizi segreti siriani hanno svolto un ruolo essenziale in questo senso".

Più di 360mila persone hanno perso la vita nel conflitto siriano, mentre sono milioni gli sfollati. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 60mila persone sono morte per torture o per le dure condizioni di detenzione del regime dall'inizio del conflitto.

Potrebbe non essere l'unico caso

Anche se i presunti abusi non sono avvenuti in Germania, il caso può essere perseguito da un tribunale tedesco secondo il principio giuridico della giurisdizione universale, che consente a qualsiasi paese di perseguire gli autori del reato indipendentemente dal luogo in cui è stato commesso.

Al momento ci sono diverse altre cause pendenti contro il regime del presidente Bashar al-Assad nella sola Germania. ECCHR si è unita ai sopravvissuti delle torture per presentare denunce penali contro 10 alti funzionari siriani, accusati di crimini contro l'umanità e crimini di guerra.

L'anno scorso, i pubblici ministeri tedeschi hanno emesso un mandato d'arresto internazionale per Jamil Hassan, un alto funzionario siriano che dirigeva la nota direzione dell'intelligence dell'aviazione: è accusato di aver gestito le torture e l'assassinio di centinaia di detenuti.

"Queste accuse inviano un messaggio importante ai sopravvissuti del sistema di tortura di Assad", le parole di Wolfgang Kaleck, segretario generale di ECCHR. "Continueremo a lavorare per garantire che i principali responsabili della tortura sotto Assad siano assicurati alla giustizia - in Germania o in un altro paese europeo".