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Il Regno Unito costretto a distruggere 10 milioni di monete commemorative per la Brexit

Il Regno Unito costretto a distruggere 10 milioni di monete commemorative per la Brexit
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Il design originale della moneta celebrativa di Brexit al 29 marzo - HM Treasury
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Quando è diventato primo ministro britannico, Boris Johnson era convinto di riuscire ad attuare la Brexit entro il 31 ottobre - fiducioso a tal punto da promettere agli elettori britannici che non avrebbe chiesto una proroga dei termini anche qualora fosse stato costretto da una legge. "Preferirei essere morto in un fosso", la citazione esatta.

Una delle prove tangibili che il 31 ottobre avrebbe dovuto essere il giorno decisivo per la Brexit è quella massa di monete commemorative da 50 centesimi, ben 10 milioni, pronte per entrare in circolazione per celebrare lo storico evento.

Come sappiamo, però, dopo una serie di imbarazzanti sconfitte in parlamento, Boris Johnson è stato costretto a chiedere una proroga all'Unione Europea - cosa che Bruxelles ha concesso di buon grado. Se ne riparlerà - forse - a gennaio.

Che fare allora delle monete già coniate? Verranno distrutte e riciclate.

Un portavoce del Tesoro ha affermato che "continuerà ad essere prodotta una moneta celebrativa per segnare la nostra dipartita dall'Unione Europea", ma quelle che recavano la data del 31 ottobre sono destinate alla fonderia.

Non c'è nessuna conferma ufficiale sul numero di monete coniate finora, né il costo per i contribuenti di questa operazione, "in quanto si tratta di informazioni commercialmente sensibili".

Un portavoce della Royal Mint, che produce e distribuisce monete nel Regno Unito, ha fatto sapere che gli spiccioli saranno fusi, senza però aggiungere altro.

Le monete commemorative da 50 centesimi vennero ideate per marcare la data del 29 marzo 2019, ovvero il "B-Day" originario.

Si tratta solamente dell'ultimo, grande spreco di denaro pubblico nel tentativo di assicurare un'uscita dall'Unione Europea entro il 31 ottobre. Ad esso si aggiunge la campagna pubblicitaria sui social media, TV e cartelloni pubblicitari "Get Ready for Brexit" ("Preparatevi alla Brexit"), che è stata ora messa in un cassetto. Sarebbe costata da sola 100 milioni di sterline (115 milioni di euro) - denaro che il leader laburista Jeremy Corbyn ha bollato come "100 milioni di sterline di denaro pubblico spesi male".