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Un pub di Londra sta usando il riconoscimento facciale per gestire le code

Un pub di Londra sta usando il riconoscimento facciale per gestire le code
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Un pub nel centro di Londra ha cominciato a utilizzare la tecnologia per il riconoscimento facciale, basata sull'intelligenza artificiale, per gestire i clienti in coda al bancone.

In questo modo i baristi possono individuare subito i 'furbetti' che provano a saltare la fila, stroncando sul nascere possibili discussioni tra i clienti.

Sviluppato dall'azienda britannica DataSparQ, il sistema identifica le persone in attesa, mostra il loro posto in coda e il tempo di attesa stimato. È la prima volta che viene usato in un bar.

Una webcam riprende i volti delle persone in coda e li mostra su un maxischermo piazzato dietro il bancone: sul volto di ciascun cliente compare un numero che indica il loro posto nella fila.

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Il sistema aiuta i baristi anche nel controllo dell'età, segnalando i potenziali clienti sotto i 18 anni, età al di sotto della quale non si può comprare alcol nel Regno Unito.

"Penso che ci siano molte persone che sono troppo timide o troppo piccole o semplicemente non attirano l'attenzione del barista - spiega John Wyllie, amministratore delegato di DataSparQ -. Questo sistema rende le code al bar più eque".

Sammy Forway, proprietario del pub The Underdog, vicino al London Bridge, spera che la tecnologia aiuti il personale del bar ad essere più efficiente.

"Siamo molto bravi a fare la fila nel Regno Unito, ma di certo non quando si prende un drink - dice Forway -. In questo caso tutti vogliono essere serviti per primi. Anche se il nostro è un team esperto, non è sempre possibile ricordare l'ordine con cui i clienti sono arrivati al bancone".

Il sistema di DataSparQ potrebbe essere una buona notizia per coloro che lottano per essere serviti nei bar affollati, ma gli attivisti per la difesa della privacy avvertono che "banalizza una tecnologia di sorveglianza pericolosa".

"Non si tratta di risolvere un problema che ha disperatamente bisogno di essere risolto, non è una priorità - dice Silkie Carlo, direttore id Big Brother Watch, organizzazione britannica per la difesa delle libertà civili -. Eppure le persone in fila per una birra saranno analizzate biometricamente, scannerizzate e il loro volto mostrato su uno schermo, è davvero invadente.

"Nel resto del mondo - aggiunge Carlo - il riconoscimento facciale viene usato come una tecnologia di sorveglianza piuttosto opprimente, non vogliamo che questo sistema si insinui nella vita sociale del Regno Unito".

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Wyllie assicura che i clienti del pub non devono preoccuparsi di una eventuale violazione della privacy. I dati raccolti dalla webcam non vengono memorizzati, le immagini dei volti vengono cancellate alla fine di ogni sessione. I dati non escono dal locale.

"Siamo assolutamente trasparenti in questo - assicura Wyllie -. Non ci sono telecamere nascoste, non ci sono dati memorizzati in modo permanente".

Wyllie spera di poter utilizzare la tecnologia nelle ore di punta. Ma, stando a quanto previsto dalla legge sulla protezioni dei dati, per farlo deve prima ottenere il consenso esplicito di tutti coloro che entrano nel locale. Motivo per cui, al momento, viene utilizzata per eventi speciali e solo quando il consenso è stato ottenuto.

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