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Offensiva turca in Siria, le reazioni internazionali

Offensiva turca in Siria, le reazioni internazionali
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Continua l'offensiva turca contro le milizie curde al confine con la Siria. Il fronte si è spostato ad ovest della riva del fiume Eufrate dove l'esercito libero siriano, alleato di Ankara, è entrato a Manbij. Morto un soldato turco, altri otto sono rimasti feriti. Nell'azione uccisi anche quindici miliziani curdi dell'Unità di Protezione Popolare che il Ministero della Difesa Turco considera dei "terroristi". L'avanzata prosegue. Sotto assedio c'è Ras al Ain.

La preoccupazione della NATO "Sono preoccupato per le conseguenze - dice il Segretario Generale Stoltenberg - nella lotta contro il nostro comune nemico Daesh abbiamo fatto degli enormi passi avanti. Ed è estremamente importante preservare tutto questo. La scorsa settimana al Quartier Generale della NATO abbiamo parlato a lungo della questione della Siria settentrionale".

C'è anche la questione degli sfollati. Ben oltre 200mila secondo le stime degli osservatori umanitari, tra questi 70mila bambini.

Una situazione non tollerabile per Angela Merkel
"
Da parte mia ho già detto che credo che questa offensiva debba essere conclusa immediatamente perché sta causando visibilmente molta sofferenza umana e sta portando anche molte incertezze in vista della lotta contro l'ISIS. "

Dall'Italia
Sulla stessa linea il nostro Ministro degli Esteri Di Maio per il quale "La Turchia è il solo responsabile dell'escalation" in Siria e "deve sospendere immediatamente le operazioni militari". Il Premier Conte annuncia di voler contattare il presidente turco Erdogan"

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