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La Turchia non si scusa per operazione anticurdi e rilancia: "la Nato deve sostenerci"

La Turchia non si scusa per operazione anticurdi e rilancia: "la Nato deve sostenerci"
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C'è anche l'Italia nel caos turco-sirio-curdo. In questo momento, Roma, che aveva convocato l'ambasciatore turco per consultazioni, schiera un contingente di centotrenta uomini, una batteria di missili terra aria e alcuni veicoli al confine tra la Turchia e la Siria. Il motivo? La difesa dello spazio aereo turco, cioè la protezione di chi ha attaccato curdi.

È anche morto il primo soldato turco nelle operazioni. Tutto questo mentre turchi e siriani continuano a bombardare incessantemente le truppe dello YPG. Ankara afferma di voler creare una zona-cuscinetto dove si possano concentrare i profughi in fuga dalle zone di conflitto. Una giustificazione che convince in pochi dopo l'analisi degli obiettivi raggiunti dall'aviazione di Ankara che ha sorvolato e colpito anche zona al di fuori ella zona annunciata.

La Nato è preocccupata e lo ha fatto sappere attravero il proprio segretario generale Stoltenberg, ma non sembra che questo abbia calmato lo spirito turco con il presidente Erdogan che era arrivato a minacciare Bruxelles di non interferire o avrebbe permesso a quasi 4 milioni di profughi siriani di riversarsi in Europa.

La Turchia ha invece rilanciato chiedendo l'aiuto della Nato e dei suoi partner. Il ministro degli esteri ha detto: "Non ci basta che diciate che capite lee preoccupazioni turche. Dovete essere solidali in modo chiaro".

Anche l'Europa ha mostrato grande nervosismo, ma come al solito procede in ordine sparso e le parole del presidente del consiglio europeo Tusk sembrano richieste che potrebbero restare inevase

"La turchia deve capire, che vogliamo evitare un'altra catastrofe umanitara di proporzioni gigantesche. E non accettiamo nemmeno che il tema dei rifugiati sia usato come arma di ricatto. Per questo consideriamo assolutamente fuoriluogo la minaccia fatta dal presidente Erdogan,

Altro problema sono le vittime collaterali, fra cui, paradossalmente, quei civili siriani ch sio trovano fra due fuochi. Per ora cifre ugfficiali non ce ne sono. Si tratta soltanto dell'ennesimo dramma in un massacro che si consuma in Siria da anni.