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La Spagna ha speso 700 milioni in elezioni politiche dal 2015 ad oggi

La Spagna ha speso 700 milioni in elezioni politiche dal 2015 ad oggi
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La frustrazione cresce tra gli spagnoli mentre il paese sia avvia verso il voto del 10 novembre. A scaldare gli animi non è soltanto l'inefficienza di cui la classe politica è ritenuta colpevole, ma anche gli enormi costi relativi all'organizzazione di questo nuovo voto, il quarto in quattro anni.

Ogni elezione generale in Spagna ha un budget stimato in 180 milioni di euro: includendo le spese di queste imminenti elezioni, dunque, dal 2015 la Spagna ha speso una cifra che si aggira sui700 milioni.

Una recente riforma elettorale ha ridotto sia il periodo delle campagne che le sovvenzioni ai partiti, ma il voto di novembre avrà comunque un costo di 175 milioni di euro: 140 per la logistica, 32 in sovvenzioni ai partiti e tre milioni e mezzo in buonuscite per i parlamentari uscenti.

Per questo, in molti vedono ormai questa riapertura delle urne come uno spreco di tempo e denaro.

"I soldi che spenderanno - ci ha detto Mariana Ruyo, casalinga spagnola - dovrebbero essere utilizzati per ospedali o scuole. A cosa servono questi soldi? I politici non si preoccupano delle persone, solo del loro lavoro e dei loro stipendi. Questa nuova elezione non cambierà nulla. Nessuno avrà una maggioranza assoluta. Dovranno lavorare insieme. Non importa come lo fanno ma devono unirsi, i partiti di destra tra di loro o i partiti di sinistra tra di loro. I politici dovrebbero preoccuparsi meno delle bandiere e più della gente".

L'attuale assenza di un governo implica inoltre che questioni chiave come il bilancio nazionale, le pensioni o la riforma del lavoro rimangano in sospeso. E, dal momento che deve ancora essere nominato un nuovo Parlamento, in alcuni casi lo rimarranno fino al 2020.