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Tasse: il ricorso di Apple contro la Commissione europea

Tasse: il ricorso di Apple contro la Commissione europea
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Sei manager coordinati dall'italiano Luca Maestri discuteranno, davanti al Tribunale dell'Unione europea, a Lussemburgo, il ricorso depositato dal colosso dell'informatica Apple contro la decisione presa nel 2016 dalla Commissione europea che obbliga la società statunitense a versare 13 miliardi di imposte arretrate all'Irlanda. Contro la decisione ricorre anche Dublino, che teme di far fuggire i tanti colossi delle nuove tecnologie che hanno aperto la loro sede nel paese, proprio grazie a un vantaggioso regime fiscale.

"Se Dublino perde avrà 13 miliardi di euro"

Patrick McGee, del Financial Times, sottolinea un paradosso insito nella vicenda: se l'Irlanda vince allora non chiederebbe soldi alla multinazionale. Ma se invece perde, e vince la Commissione europea, Dublino sarebbe " condannata a ricevere 14 miliardi di dollari come imposte arretrate".

La decisione di Bruxelles si basa sulla contestazione di presunti "aiuti di Stato" ricevuti dalla compagnia da parte dell'Irlanda, che con due sentenze ha ridotto di volta in volta gli oneri fiscali a carico della società.

Dal canto suo Apple ritorce l'accusa contro l'Europa: Bruxelles punterebbe a cambiare il sistema fiscale internazionale e intanto sta creando incertezza per le imprese.

Apple: "Paghiamo già le tasse negli Usa"

Apple nega l'evasione fiscale, e afferma che sulle stesse somme che l'Unione europea vuole tassare in Irlanda, versa negli Usa un'aliquota fiscale globale media del 26% e circa 20 miliardi di euro di imposte.

La decisione sul ricorso di Apple è di fondamentale importanza per la commissaria alla Concorrenza Vestager, che ha aperto dossier anche su altre multinazionali come Amazon, Starbucks e altre.