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Cipro, vi portiamo tra le rovine della città fantasma di Famagosta
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Tutte le foto: Marios Ioannou / euronews

Cipro, vi portiamo tra le rovine della città fantasma di Famagosta

Sono passati ormai 45 anni dall'invasione turca di parte del territorio cipriota. Nicosia rimane l'ultima capitale europea che ancora deve fare i conti con un muro. Molti ciprioti nati dopo quel luglio 1974 non hanno mai potuto visitare né avvicinarsi a luoghi frequentati prima da nonni e genitori. Esistono interi villaggi e quartieri che sono rimasti cristallizzati nel tempo, fermi a mezzo secolo fa.

Dal 2004, alcuni accessi di confine sono stati aperti e centinaia di turco-ciprioti e greco-ciprioti possono ora muoversi in aree una volta occupate dai militari.

A Famagosta, nell'est dell'isola, c'è un intero quartiere abbandonato di nome Varosha. Prima dell'occupazione militare turca del '74 era una fiorente località balneare ma, dopo l'invasione, i suoi abitanti sono fuggiti e gli edifici sono rimasti vuoti. Oggi rimangono solo i loro scheletri di cemento armato e mattoni.

Nel 2019, questo ed altri quartieri di Famagosta continuano a rimanere disabitati. Alcuni palazzi sono a rischio crollo, i negozi sono stati saccheggiati e svuotati nel corso degli anni e la vegetazione ha ripreso il controllo di alcune parti, spaccando l'asfalto e coprendo muri. Varosha è effettivamente una città fantasma.

Marios Ioannou

I suoi chilometri di sabbia bianca e il suo mare turchese la resero una delle destinazioni più popolari del jet-set mondiale. Personalità del calibro di Richar Burton e Brigitte Bardot hanno visitato le sue spiagge. Si dice che l'Argo Hotel su JFK Avenue fosse il preferito di Elizabeth Taylor.

Oggi per arrivarci è necessario passare dall'accesso militare di Deryneia, nei territori occupati. Dopo 15 minuti di guida il paesaggio è già questo: a sinistra, case abitate; a destra, dall'altro lato della strada, edifici in completo abbandono.

Marios Ioannou / euronews
davMarios Ioannou / euronews

La vegetazione sta ricrescendo senza controllo al di là del filo spinato. I rifiuti costellano il paesaggio.

È la desolazione più assoluta.

Marios Ioannou / euronews
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Proseguendo lungo la strada si passa affianco a quelli che una volta erano condomini, "università", spa, negozi e caffé. Il sito archeologico dell'antica Salamina è lasciato a se stesso, senza che nessuno se ne occupi.

Marios Ioannou / euronews

Intorno al castello di Otello nella città vecchia di Famagosta, del XIV secolo, c'è una qualche traccia di sviluppo turistico. Caffé moderni, visitatori stranieri. Di recente è stato ristrutturato grazie a dei fondi europei in collaborazione col programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) per un investimento totale di un miliardo di euro. Lì vicino c'è la chiesa di Agios Nikolaos, diventata moschea nel 1571.

Marios Ioannou / euronews

Proseguendo lungo le mura arriviamo alla spiaggia di Famagosta. Lì, sulla destra, c'è l'accesso al quartiere abbandonato, una volta completamente recintato e inaccessibile. Ai bambini veniva detto di non avvicinarsi mai, per nessuna ragione.

Varosha, settembre 2019 - Marios Ioannou / euronews

Qui siamo davanti ad una delle spiagge dorate di Famagosta. Questo il panorama che abbiamo davanti agli occhi.

Marios Ioannou / euronews

Sulla pagina Wikipedia di Famagosta si legge: "La città nel 1974 venne attaccata e successivamente occupata dall'esercito turco durante l'invasione dell'isola da parte della Turchia e segue le sorti della parte nord di Cipro. I suoi abitanti greco-ciprioti costretti dall'esercito turco ad abbandonarla non potranno più farvi ritorno. Dopo l'invasione gran parte della città diventa zona militare e parti moderne dell'epoca vennero abbandonate, diventando una zona non accessibile, che persiste ancor oggi. Questa parte della città viene spesso descritta come una "città fantasma", rimasta come congelata nel tempo. Il quartiere turistico di Varosha è stato preso da esempio dal giornalista statunitense Alan Weisman nel libro Il mondo senza di noi (The World Without Us), dove si analizzano gli effetti della scomparsa della popolazione umana. Il giornalista sostiene che tutto quanto è costruito a Varosha, dopo 25 anni di mancata manutenzione, è ormai inutilizzabile per i gravissimi danni degli agenti atmosferici, degli animali e delle piante; d'altro canto la città dimostra come la natura e la biodiversità rinasca dopo l'intervento umano: per esempio sulla sua spiaggia nidificano infatti ormai specie di tartarughe considerate molto rare".

Marios Ioannou / euronews

Fare delle foto o dei filmati qui è ancora teoricamente proibito, ci dice un poliziotto.

Marios Ioannou / euronews
Marios Ioannou / euronews

Una fotografa di un'agenzia cipriota, Katia Christodoulou, ha scattato queste foto - per la prima volta dopo 45 anni - dall'altro lato del golfo.

KATIA CHRISTODOULOU / KIPE
KATIA CHRISTODOULOU / KIPE
KATIA CHRISTODOULOU / KIPE

Queste riprese effettuate da una barca restituiscono ancora meglio il senso di abbandono che si prova guardando questi scheletri di cemento.

"Famagosta è stata dimenticata da troppi anni, dobbiamo riportarla in vita, dobbiamo riunirci tutti - noi vecchi abitanti di Varosha, assieme ai turco-ciprioti, per intavolare discussioni a livello sportivo, universitario, culturale", dice Anna Maragou, abitante del luogo. Aggiunge tuttavia che "non potremo mai vivere con loro nella nostra città", riferendosi ai turco-ciprioti.

Areti Ionidou, sua concittadina, rimpiange i vecchi tempi. "Mi duole il cuore a vederla così. Dobbiamo tornare al tavolo delle trattative per trovare una soluzione al problema di Cipro, sapere cosa vogliamo, essere onesti e pronti a discutere di ogni cosa, con l'aspettativa che l'altro interlocutore faccia lo stesso".

Secondo lei "Famagosta e altre aree occupate dovrebbero essere nella lista delle rivendicazioni perché senza la restituzione dei territori occupati non è possibile alcuna soluzione". Tornerebbe a casa? "Sì, nel contesto di una soluzione complessiva sotto l'egida delle Nazioni Unite".

Qualche giorno dopo la nostra visita, la città recintata di Famagosta è stata aperta a più di 40 giornalisti turchi e turco-ciprioti su invito dello pseudo ministro degli esteri, Kudrett Oersai.

Famagosta e Varosha non aspirano a diventare famose come ghost town. Chiedono solamente che i suoi abitanti tornino a viverci, che i suoi bambini tornino a correre tra le sue strade. Non vogliono altro che pace.