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Iran-Usa, nuova escalation: "Non c'entriamo con gli attacchi in Arabia Saudita"

Iran-Usa, nuova escalation: "Non c'entriamo con gli attacchi in Arabia Saudita"
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L'Iran ha negato ogni coinvolgimento negli attacchi di sabato contro i due impianti petroliferi della Aramco nell'est dell'Arabia Saudita. Il portavoce del ministro degli Esteri Abbas Mousavi ha definito "senza senso" le accuse degli Stati Uniti, liquidandole come un "pretesto per giustificare una rappresaglia contro Teheran".

Il ministro degli Esteri Javad Zarif ha rincarato la dose su Twitter: "Avendo fallito con la strategia di "massima pressione", Pompeo si è spostato sul "massimo inganno", ha scritto Zarif in risposta al Segretario di Stato americano che - sempre attraverso i social - aveva puntato il dito contro l'Iran: "Teheran ha lanciato un attacco senza precedenti alle forniture energetiche mondiali".

Ad alimentare la tensione già alta tra i due Paesi sono poi arrivate le dichiarazioni Amir Ali Hajizadeh, comandante delle forze aerospaziali dei Guardiani della rivoluzione islamica: "L'Iran è pronto ad una vera e propria guerra", ha detto Hajizadeh all'agenzia semi-ufficiale Tasnim. "Tutti dovrebbero sapere che le basi americane e le loro portaerei fino ad una distanza di 2000 km intorno all'Iran sono nel raggio dei nostri missili".

L'offensiva di sabato è stata rivendicata dai ribelli Houthi, che dal 2015 combattono in Yemen contro la coalizione a guida saudita che appoggia il presidente Hadi. Un conflitto che ha già causato più di 200mila vittime.

Riad ha annunciato che compenserà il taglio della produzione petrolifera causato dagli attacchi - circa 5,7 milioni di barili al giorno, più del 50% della produzione nazionale - attingendo alle riserve strategiche. Stando ad operatori e analisti gli analisti il prezzo del petrolio potrebbe salire fino a 100 dollari se l'Arabia Saudita non riuscirà a ripristinare velocemente le sue forniture.