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Rdc-Giappone : priorità agli accordi commerciali alla Ticad7

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I paesi africani al centro della settima edizione della Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo dell'Africa. Diversi i capi di Stato presenti, fra cui il congolese Félix Tshisekedi, venuto a incoraggiare la cooperazione economica fra il suo paese e il Giappone.

Dagli aiuti economici alla cooperazione commerciale

La Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo dell'Africa è tornata a Yokohama. Come le edizioni del 2008 e del 2013, la Ticad di quest'anno si è tenuta di nuovo nella città più popolata del Giappone, sotto l'egida delle Nazioni Unite, della Commissione dell'Unione africana e della Banca mondiale.

Félix Tshisekedi è il primo presidente della Repubblica democratica del Congo a partecipare di persona al vertice della Ticad. E non nasconde di essere in Giappone per cercare supporto alla sua politica economica. Oltre a incontri bilaterali con le sue controparti, Tshisekedi ha avuto discussioni con gli imprenditori, in particolare con importanti società presenti al Forum Giappone-Africa organizzato dal governo nipponico. "Il Giappone -dice il presidente congolese - ha lasciato dei bei ricordi in Congo. Penso al ponte Maréchal, penso alla Grande Avenue des Poids Lourds a Kinshasa, che sono opere rimaste intatte per anni. E questo continua. Il numero di imprenditori - e non piccoli - che ho ricevuto mostra l'interesse che il Giappone attribuisce al mio paese, e ne sono orgoglioso".

I paesi della Ticad puntano a una cooperazione fra Giappone e Africa più orientata sul commercio. Per accelerare lo sviluppo del continente, l'Organizzazione giapponese per il commercio estero (Jetro) si propone di assistere le aziende africane nello strutturare i loro progetti in conformità con gli standard di Tokyo. "Prima per noi l'Africa era la destinazione degli aiuti finanziari - spiega Noanori Yamada di Jetro -. Ma di recente è diventata un centro d'interesse per le aziende giapponesi per investire, sviluppare le proprie attività ed esportare verso questo continente".

La priorità: le infrastrutture

A quasi 15 mila chilometri dalla capitale giapponese, anche l'Anapi, Agenzia congolese per la promozione degli investimenti, a Kinshasa, offre assistenza alle imprese locali. Mentre il Giappone punta a una maggiore cooperazione economica, l'Anapi chiede a Tokyo di sostenere la Repubblica Democratica del Congo nell'ambito delle infrastrutture.

"Oggi con il Giappone non abbiamo più accesso a certi fondi a condizioni agevolate - ricorda il consigliere dell'Anapi, Nkinzo Kamole -. Speriamo di arrivarci. Quel che ci aspettiamo è che prendano in considerazione la questione dell'elettricità. Parlo delle dighe Inga, della Grande Inga, per esempio. Ci aspettiamo che partecipino alla gestione delle infrastrutture. Quando i giapponesi fanno qualcosa, sono seri, c'è la sicurezza che il prodotto sarà fatto bene".

La lotta all'ebola

Come ricordava Tshisekedi, Kinshasa sta già godendo dei frutti delle Ticad precedenti, come nell'Avenue des Poids Lourds della capitale congolese, o in termini di formazione professionale per i giovani, o ancora nell'organizzazione della lotta all'ebola.

In quest'ultimo ambito, l'impegno del Giappone si è concretizzato all'Istituto di ricerca biomedica di Kinshasa. Un dispositivo di screening rapido, attrezzature di protezione individuale per i ricercatori... tutto il necessario per permettere alla scienza di debellare, un giorno, il virus dell'ebola. E il sostegno di Tokyo non si ferma alla capitale, osserva il direttore dell'Istituto, Jean-Jacques Muyembe: "Dal Giappone è arrivato un intero team per aiutarci a preparare le province adiacenti a quelle che sono state colpite finora: questo significa prepararle a reagire nel caso in cui l'epidemia dovesse arrivare in queste province, in particolare nella provincia di Tshopo".

Il lavoro del professor Muyembe gode del sostegno dell'Agenzia giapponese per la cooperazione internazionale (Jica). È stato l'impegno di questo scienziato, vincitore del premio Hideyo Noguchi, a incoraggiare Tokyo a intraprendere la modernizzazione dell'Istituto di ricerca biomedica di Kinshasa.