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Crisi: Conte-Salvini, il giorno della sfida

Crisi: Conte-Salvini, il giorno della sfida
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REUTERS/Remo Casilli
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C'è chi dice che il personaggio non è così prevedibile, che potrebbe sparigliare. Vedremo, tutti i riflettori sono puntati sul primo ministro Giuseppe Conte, che oggi alle 15 parla in senato della crisi.

Ci sarà anche il suo vice e ora grande antagonista Matteo Salvini; il leader della Lega visti gli ostacoli verso il voto subito, ancora stamattina lasciava aperti i canali con i pentastellati. "Il futuro dell'Italia passa da un discorso contro di me? Mi auguro di no, io parlerò di Europa, giustizia tasse" ha detto stamattina Salvini a Radio 24 invitando Conte alla tregua.

Dopo il discorso Conte andrà al Quirinale per dimettersi o riferire e la palla passerà al presidente Sergio Mattarella.

La porta chiusa dei 5 stelle e le divisioni del Pd

I pentastellati sembrano intenzionati a non fare la pace con la Lega "o col Pd o voto" è emerso dal meeting dei parlamentari di ieri lasciando intendere che con la Lega è veramente finita.

Ma il Pd si sa è diviso. Oggi Matteo Renzi, grande e primo fautore del governo giallorosso, ha detto che non chiede poltrone, che Salvini è quello attaccato al potere. "Si sistemi l'IVA poi vinca il migliore" ha detto a Radio24.

Vincerà la sua linea? Se è incerto che si trovi la quadra per un'alleanza coi 5 stelle è certo che la proposta di Renzi è diventata preponderante nel Pd dove la conta, comunque, ci sarà nella direzione di domani.

Il segretario Nicola Zingaretti ad ogni modo ha già annunciato: non chiude a un governo di fine legislatura, purché sia forte, leggi 'che accetti le politiche del Pd su economia e lavoro', altrimenti è meglio il voto.