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Perché a Hong Kong c'è libertà di parola e perché potrebbe non esserci pi`ù

Perché a Hong Kong c'è libertà di parola e perché potrebbe non esserci pi`ù
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Gli abitanti di Hong Kong temono l'influenza di Pechino, hanno paura di perdere i propri diritti, come la libertà di parola e di espressione, la libertà di riunione e associazione pacifiche. Questi sono privilegi che vengono negati in gran parte della Cina. Per questo, scendono in strada da settimane, a favore della democrazia.

Come funziona lo status di regione amministrativa speciale

Fino al primo luglio 1997, Hong Kong era una colonia birtannica. Dopo 156 anni, la sovranità venne trasferita alla Cina, con l'accordo di preservare un sistema democratico e un'autonomia economica a Hong Kong. La Cina, d'altra parte, era ed è una repubblica popolare autoritaria e socialista.

Quest'eccezione, lo status di regione amministrativa speciale, è stabilita in una costituzione, la Legge Fondamentale di Hong Kong. Con i suoi circa 7 milioni e mezzo di abitanti circa, Hong Kong è governata autonomamente da un amministratore principale, ha la propria amministrazione doganale e politica commerciale. Questo governatore, attualmente Carrie Lam, viene scelto dalla Cina.

"Solo una facciata"

I critici cinesi, come l'artista esiliato Ai Weiwei, affermano che la libertà sia semplicemente una facciata e che senza il consenso di Pechino, Hong Kong non può fare nulla.

Le manifestazioni degli ultimi mesi sono state definite da Pechino "atti di terrorismo". La Repubblica Popolare Cinese ha già radunato truppe al confine. "Esercitazioni sul campo", hanno detto. Ma un intervento militare sembra plausibile. Sarebbe un mezzo per assumere il controllo a lungo termine.

REUTERS/Issei Kato