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Argentina, torna il kirchnerismo

Argentina, torna il kirchnerismo
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Le chiamano primarie, ma sono piuttosto un grande sondaggio nazionale. Sono le pre-elezioni argentine in cui ogni partito ha già nominato al proprio interno i candidati: le votazioni sono soprattutto una prova per capire la forza relativa di ciascuna formazione e per misurare il sostegno dell’attuale presidente conservatore Mauricio Macri. E sul palco torna Cristina Kirchner che corre con il suo cognome da ragazza, Fernandez, ma stavolta come vicepresidente di Alberto Fernandez. I due non sono parenti.

Il sistema delle primarie fu introdotto nel 2009 proprio dall’allora presidente Cristina Kirchner, dopo una sconfitta imprevista nelle elezioni di metà mandato. Il sistema si chiama “primarie simultanee obbligatorie”, PASO, in spagnolo e obbliga tutti i partiti che intendono partecipare alle elezioni presidenziali a presentare almeno un candidato.

Sono probabilmente un antipasto di quello che accadrà il 27 ottobre quando sembra che il presidente uscente Mauricio Macri sembra già sconfitto. Arrivato per salvare il paese lo lascia con un'inflazione al 57%, la terza al mondo e un debito mostruoso contratto con il Fondo Monetario. Per questo gli argentini sembrano propensi a tornare al vecchio, ovvero al kirchnerismo che ha comunque lasciato un paese in ginocchio e una Cristina Kirchner ancora sotto processo per corruzione

Ufficialmente la campagna elettorale per le primarie si è chiusa mercoledì 7 agosto. Mauricio Macri ha tenuto il suo comizio finale a Cordoba, città che nel 2015 lo preferì al candidato kirchnerista. Stavolta potrebbe andare in modo diverso.