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Venezia: allarme da troppo turismo

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Di Debora Gandini  & SARAH HARMAN
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Venezia: allarme da troppo turismo

Da sempre considerata dai turisti di tutto il mondo una meta indiscussa, ora Venezia sembra perdere un po’ di punti. Troppi turisti e degrado. Record di multe e sanzioni, quest'estate più che in passato, nei confronti di coloro che non rispettano le regole del posto. Insomma tempi duri per la Laguna con i suoi 20 milioni di visitatori all’anno.

Senza contare le polemiche sui giganti del mare, dopo che lo scorso mese, una nave da crociera aveva sfiorato Riva Sette Martiri a causa del maltempo. Per un attimo si era temuto che si potesse ripetere l'incidente del 2 giugno quando un’altra imbarcazione aveva speronato un battello ormeggiato nel canale della Giudecca. Episodi che avevano fatto esplodere la rabbia dei residenti al grido di Venezia ormai è diventata come Disneyland.

Over-tourism: i lati positivi e quelli negativi

Secondo Jeremy Smith, un opertatore turistico, ci sono troppi visitatori concentrati nei mesi estivi, per il semplice fatto che ci sono offerte per viaggi brevi e a basso costo. Intanto i commercianti cercano di sfruttare l’occasione senza tuttavia approfittarne per aumentare i prezzi. Come questo ristoratore che, fiero dei suoi piatti, assicura di non aumentare nemmeno di euro quello che offre sulla tavola.

Venezia è tra le città d'arte italiane più danneggiate dal cosiddetto turismo mordi e fuggi. Un fenomeno che, negli ultimi anni, ha raggiunto proporzioni enormi tanto da indurre alcuni amministratori locali a proporre il daspo urbano per chi non si comporta in modo civile.

L'amministrazione corre ai ripari. Tra i divieti previsti dal nuovo regolamento quelli di girare in costume (o in abbigliamento balneare) e consumare cibo e bevande sulle scalinate cittadine o nelle piazze. Un monito che viene ricordato anche dalle guide turistiche ai gruppi che accompagnano in giro per le calle e i ponti.

Come fanno notare in molti, qui a Venezia, il vizio più diffuso tra i turisti è di tuffarsi nella acqua del Canal Grande. Una bravata che può costare fino a 500 euro di multa. Oppure bivaccare ai piedi del Ponte di Rialto come se si fosse in un campeggio estivo con tenda al seguito. Un comportamento che può costare fino a 1000 euro.

Traffico, inquinamento, rumore, rifiuti, i lati negativi dell’overtourism sono diversi. Non solo aumentano i costi degli affitti e della vita per i residenti ma non sarebbero nemmeno un affare per i turisti stessi, che spesso restano delusi nelle loro aspettative.