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La guerra dell'Interpol al bracconaggio

La guerra dell'Interpol al bracconaggio
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Rende ancora molto: dopo quello di droga, armi ed esseri umani, il traffico illegale di animali è una delle attività criminali più lucrative, ancor più se sul mercato finiscono specie a rischio di estinzione o loro parti: cuccioli di felini, pitoni reticolati, primati, elefanti per l'avorio, squali per le pinne.

Il giro stimato di affari ammonta a circa 20 miliardi di dollari all’anno. Un'operazione congiunta tra Interpol e Organizzazione mondiale delle Dogane sta cercando di mettere un argine a un fenomeno che non accenna a diminuire e ha sequestrato migliaia di animali destinati ai mercati clandestini di tutto il mondo. Domanda e offerta si incontrano anche su molte popolari piattaforme di e-commerce.

"I trafficanti guardano al rischio e ai possibili proventi e sono ancora tentati, purtroppo, di impegnarsi nel traffico illegale di fauna selvatica, che si tratti di uccidere oppure prelevare gli animali dal loro habitat naturale - spiega Tim Morris, direttore esecutivo dell'Interpol - una rete criminale che va dai mediatori agli imprenditori, che puntano su questo tipo di traffico, sino al consumatore, spesso dall'altra parte del mondo".

Pur in calo, il bracconaggio degli elefanti africani è ancora una ferita aperta: dai dati raccolti, emerge che - dal 2011 a oggi - il numero di animali morti a causa della caccia illegale è passato dal 10% al 4%. Ma non è sufficiente: gli elefanti restano ancora una specie a rischio.