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Crans Montana Forum: per un futuro aperto al mondo

Crans Montana Forum: per un futuro aperto al mondo
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La pace, lo sviluppo e la stabilità sono solo un sogno? E’ qui a Ginevra, che dopo la prima Guerra Mondiale, è nata la Società delle Nazioni, l’Organismo intergovernativo precursore delle Nazioni Unite. 100 anni dopo, questa organizzazione è ancora il luogo ideale per discutere di un mondo migliore.

UN PONTE TRA I NUOVI PAESI DEMOCRATIZZATI

Da 30 anni, la città svizzera ospita il Crans Montana Forum di dove Capi di governo, leader del mondo della finanza e rappresentanti di organizzazioni internazionali si riuniscono per fare il punto sull’attuale scenario mondiale.

Il Forum, che si tiene più volte durante il corso dell'anno in diverse parti del mondo, ha come obiettivo il dialogo tra i protagonisti del settore pubblico e privato. Come sostiene Jean-Paul Carteron, Presidente d'onore e fondatore del Crans Montana Forum l’evento non è mai stato politicamente schierato da una parte o dall’altra. "Scegliamo temi che riguardano l’attualità mondiale. La nostra missione all'inizio è stata quella di creare un ponte tra i nuovi paesi dell'Europa orientale che si sono democraticizzati dopo la caduta del comunismo e l'Occidente. Il nostro occhio è puntato interesse sull'ex Unione Sovietica, sull’allargamento dell’Europa, sul Medio Oriente, il Golfo e l'Africa..”

RISTABILIRE PACE E SVILUPPO

Mentre crescono le tensioni geopolitiche, il Forum si è aperto con una domanda specifica: "si può ristabilire la stabilità? Una risposta non semplice.

Per celebrare il suo trentesimo anniversario, il Forum di Crans Montana ha lanciato una nuova iniziativa: la cooperazione Mediorientale. Dall'Italia alla Russia attraverso l'Azerbaigian, l'Adriatico e il Mar Nero, i paesi hanno il potenziale per diventare protagonisti chiave dell'integrazione regionale e dello sviluppo economico.

"Immaginate la rotta marittima come una sorta di autostrada, la si può usare per sviluppare ulteriori cooperazioni tra regioni, ad esempio, adottando strumenti di facilitazione commerciale, e puntando su altri sistemi di sviluppo equilibrati", ci fa noatare Vittorio Torbianelli, dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. "Prendiamo ad esempio investimenti in una piattaforma logistica in aree industriali collegate ai canali marittimi. Si può puntare a un ruolo a metà tra affari e relazioni internazionali."

PUNTARE SUI COLLEGAMENTI TRA I PAESI

Le linee di navigazione sono tornate nuovamente ad essere un punto di grande interesse. Proprio come ai tempi di Marco Polo, i porti italiani dell'Adriatico, ad esempio, hanno il potenziale per diventare importanti nodi di connettività per collegare l'Est con il resto del mondo e, soprattutto, con l'Africa.

Inatma Coomber, Direttrice dell'Amministrazione Marittima della Sierra Leone si dice molto felice del collegamento tra la Via della Seta con l'Africa occidentale perché questo favorisce il commercio nella regione, contribuendo a migliorare le nostre finanze. Inoltre creerà anche posti di lavoro necessari per la nostra gente, specie i giovani.

«La connettività non è importante solo per una regione, ma dovrebbe essere la chiave di volta di qualsiasi strategia quando si tratta di trasporti o quando si tratta di relazioni internazionali. Il tempo è sempre denaro quindi ridurre il tempo renderebbe i trasporti marittimi molto più competitivi da questo punto di vista", sostiene Maria Magdalena Grigore, Sottosegretario di Stato, Ministero degli affari esteri, Romania.

Pace, sviluppo e stabilità sono solo un sogno? Per alcuni forse sì, ma per molti capi di governo e leader il futuro è aprirsi al resto del mondo.