Migranti, al via i pattugliamenti congiunti sul confine italo-sloveno

Migranti, al via i pattugliamenti congiunti sul confine italo-sloveno
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L'annuncio era partito nel bel mezzo della querelle sulla Sea watch, cadendo sostanzialmente nel vuoto. Ma il primo luglio, i pattugliamenti congiunti del confine italo-sloveno sono partiti comunque: le due polizie lavoreranno in sinergia per accertarsi che nessuno entri clandestinamente attraverso la cosiddetta rotta balcanica.

L'obiettivo, secondo l'ufficiale di frontiera Vincenzo Avallone, "è innalzare il livello di contrasto all'immigrazione, con particolare riferimento all'arresto dei passeur".

l pattugliamenti lungo la comune fascia di frontiera delle provincie di Trieste e Gorizia, sul versante italiano, e di Koper e Nova Gorica, su quello sloveno, si svolge sulla base dell'accordo siglato tra Roma e Lubiana sulla cooperazione transfrontaliera e il protocollo di attuazione sull'esecuzione di pattuglie miste lungo il confine condiviso. Ma, assicura Marjan Stubljar, ufficiale di polizia sloveno, "non stiamo ripristinando i comuni controlli alla frontiera". "Si tratta - continua Stubljar - di semplificare le attività operative, rispondere più rapidamente in caso di persone e veicoli in fuga anche con l'arrestando, e sorvegliando e, allo stesso tempo, la zona di frontiera su entrambi i lati".

Il timore è che con i controlli sul Mediterraneo torni a riesplodere l'esodo che nel 2015 porto migliaia di profughi mediorientali sulla rotta balcanica. In un primo tempo, Salvini e il governatore del Friuli Massimiliano Fedriga avevano parlato di costruire un muro di conteimento sul modello ungherese: un'iniziativa che appare improbabile al confine tra due paesi comunitari, e che da molti è stata archiviata come una boutade, primo tra tutti il presidente della commissione Affari costituzionali allaCamera, il pentastellato Giuseppe Brescia, che l'ha liquidata come "una coglionata di proporzioni bibliche".