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Il primo videogioco di calcio femminile uscì nel 2000, 15 anni prima di FIFA

Il primo videogioco di calcio femminile uscì nel 2000, 15 anni prima di FIFA
Diritti d'autore Gameplay di Mia Hamm Soccer N64
Diritti d'autore Gameplay di Mia Hamm Soccer N64
Di Lillo Montalto Monella
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NERD ALERT: Il videogame si chiamava Mia Hamm Soccer 64 e vide la luce, non senza qualche scetticismo, sul mercato americano per Nintendo 64. Quasi impossibile distinguere giocatrici e giocatori per via della dimensione dei pixel. Curiosità: gli sviluppatori erano tutti uomini.

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Il primo videogioco dedicato al calcio femminile della storia si chiama Mia Hamm 64 Soccer e ha fatto la sua comparsa addirittura 15 anni prima della più famosa serie di football virtuale al mondo, FIFA di EA Sports.

Non è stato infatti - come vorrebbe la vulgata - lo studio di Electronic Arts ad aver fatto comparire le prime calciatrici in un videogame con FIFA '16 (uscito nel 2015), sulla cui copertina apparivano Christine Sinclair (Canada), Alex Morgan (USA) e Steph Catley (Aus).

Le prime immagini pixelate di giocatrici si devono a Mia Hamm 64 Soccer, gioco per Nintendo 64 che segue le vicende dell'attaccante degli Yanks tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni 2000. Una versione femminile di Michael Owen's WLS 2000, sviluppata da SouthPeak Interactive in appena 12 settimane sulla scia della vittoria della nazionale americana di soccer femminile al Mondiale 1999, dell'argento olimpico di Sydney 2000 e del "Girl Power" targato Spice Girls.

Il gioco è uscito solo per il mercato americano, dove ha venduto quasi 43mila copie, non senza qualche polemica relativa alla non perfetta giocabilità del prodotto e alla motivazione esclusivamente commerciale dietro il lancio. I grandi distributori come Walmart e Blockbuster, inoltre, erano un po' riluttanti ad esporlo sugli scaffali, come ricorda a Vice Melanie Mroz, una delle responsabili marketing del prodotto all'epoca.

Una curiosità: la squadra di sviluppatori che ha creato il videogioco era composta unicamente da uomini. Vent'anni dopo, l'industria del divertimento virtuale sconta ancora problemi di gender gap a tutti i livelli.

Perchè la EA Sports ci ha messo così tanto ad includere le donne nelle sue versioni di FIFA? In un'intervista a Forbes, Nick Channon, Senior Producer del videogioco, adduce come giustificazione la difficoltà di "mettere in scala" il corpo femminile, incluse le più voluminose capigliature, e ricreare i movimenti delle atlete.

In FIFA '16, per stessa ammissione di Channon, i numeri erano un'opinione: una calciatrice con valore 90 non "giocava come un calciatore con valore 90".

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