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Narco-ndrangheta: arresti in Costa d'Avorio

Narco-ndrangheta: arresti in Costa d'Avorio
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Ci sono anche esponenti della ndrangheta e della camorra, tra i 10 arrestati nell'ambito di una operazione contro il narcotraffico condotta dalle forze dell'ordine della Costa d'Avorio e che ha coinvolto anche le polizie di Francia, Italia, Brasille. Secondo gli investigatori ci sarebbe questo gruppo dietro la spedizione dei 1200 chili di cocaina sequestrati a settembre dell'anno scorso nel porto di Santos, in Brasile, e diretti ad Abdjan nascosti in un container con attrezzature da cantiere.

In seguito il carico - comprato in America latina per 2,5 milioni di euro ma dal valore di 250 milioni di euro una volta giunto sui mercati dello spaccio - avrebbe dovuto prendere la rotta dell'Europa e finire in Calabria.

L'operazione, battezzata "Spaghetti connection", è stata illustrata in una conferenza stampa ad Abdjan. "Gli arresti sono stati compiuto lo scorso 6 giugno", ha detto Adorno Bonaventure, direttore dell'Unità di lotta al crimine transnazionale organizzato, " e hanno riguardato 10 sospetti: 6 italiani, un franco-turco e tre cittadini ivoriani, tra i quali due donne". Per Silvain Couè, ufficiale di collegamento francese, "la roba era destinata a gruppi di ndrangheta e camorra", "con gli italiani residenti in Costa d'Avorio qualcuno da lungo tempo, all'origine del traffico".

Si tratta della terza grande operazione contro il narcotraffico portata a termine in Costa d'Avorio in meno di tre anni. Da almeno 20 anni i paesi dell'Africa occidentale si sono trasformati in un punto di passaggio privilegiato per i carichi di cocaina in partenza dal Sud America e diretti in Europa.

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