Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.
ULTIM'ORA

Elezioni Ue, Macron lancia la volata: "È il voto più importante dal 1979"

Elezioni Ue, Macron lancia la volata: "È il voto più importante dal 1979"
Diritti d'autore
REUTERS/Philippe Wojazer
Euronews logo
Dimensioni di testo Aa Aa

Una strenua difesa dell'Unione europea a pochi giorni dalle elezioni. In un'intervista alla stampa regionale francese il presidente Emmanuel Macron scende in campo in prima persona, definendo il voto di domenica prossima come il più importante dal 1979.

L'obiettivo è quello di mobilitare l'elettorato ed evitare un exploit delle forze sovraniste, rappresentate in Francia dal Rassemblement National. Gli ultimi sondaggi vedono un testa tra il partito di Marin Le Pen e Renaissance, la lista sostenuta da Macron.

Leggi anche: Europee 2019, chi sono gli italiani più influenti al Parlamento Ue?

Nell'intervista il presidente definisce "i nazionalisti che vogliono dividere l'Europa" come "i suoi primi nemici". "Sono un patriota francese e quindi europeo. E per la prima volta vedo una connivenza tra nazionalisti e interessi stranieri, il cui obiettivo è smantellare l'Europa".

La Le Pen non è mai citata ma il riferimento è chiaro. "Non posso essere spettatore, ma attore di queste elezioni europee che sono le più importanti dal 1979 perché l'Unione è dinanzi a un rischio esistenziale".

"Se in qualità di capo dello Stato - aggiunge Macron - lasciassi implodere l'Europa che ha costruito la pace e che ha portato la prosperità, avrei una responsabilità davanti alla storia. Il presidente francese non è un capo di partito ma è normale che si impegni nelle scelte fondamentali".

Lo stesso appello agli elettori era stato rivolto in occasione dell'incontro di lunedì all'Eliseo con il premier portoghese Antonio Costa, dopo il quale i due leader avevano parlato della necessità di costruire una grande coalizione di progressisti.