"Rothko in Lampedusa": i rifugiati e l'arte in mostra a Venezia

"Rothko in Lampedusa": i rifugiati e l'arte in mostra a Venezia
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Ha aperto i battenti già da qualche giorno a Venezia, in occasione della 58esima Biennale, la mostra "Rothko in Lampedusa". Un progetto artistico-umanitario, organizzato dall'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), che spiega l'importanza dell'arte, come strumento per i profughi. L'esposizione si ispira alla storia di Mark Rothko, che migrò all'inizio del '900, dalla Lettonia agli Stati Uniti.

"È un modo per nobilitare gli esseri umani che sono costretti a fuggire. È un modo per collegare diversi mondi, il mondo dell'arte, che può essere un po' elitario e le comunità più grandi e più ampie", spiega Carlotta Sami, portavoce di UNHCR Sud Europa. "È un'opportunità per pensare all'umanità, alla condizione dell'umanità in tutte le sue espressioni e, naturalmente, l'immigrazione è considerata uno dei più grandi temi della nostra umanità al giorno d'oggi."

"Senza guerra, non ci sarebbero rifugiati"

Per Rasha Deeb, artista siriana ora residente nel sud della Germania, la guerra nel suo Paese d'origine è stata la vera ispirazione per le sue opere d'arte. "La guerra è il mio grande problema e il mio grande messaggio. Non i rifugiati. Perché i rifugiati esistono a causa della guerra. Se non ci fosse la guerra, non ci sarebbero rifugiati. Non dovrei lasciare il mio Paese, perché farlo?", dichiara Rasha.

La crisi migratoria vista attraverso l'obiettivo di Mosse

Il fotografo irlandese Richard Mosse è conosciuto per i suoi scatti monocromatici, realizzati con macchine a infrarossi militari. "Vedo la fotocamera come un eccellente mezzo per consentire allo spettatore, o almeno a me stesso, di meditare su molte delle preoccupazioni della crisi migratoria e, naturalmente, sulla lotta delle persone che vengono in Europa in cerca di asilo", racconta il fotografo. "La macchina fotografica è praticamente in primo piano in questa lotta per la sopravvivenza, e mostra allo spettatore il calore del corpo umano".

La mostra "Rothko in Lampedusa", che mette sotto la luce dei riflettori gli artisti rifugiati e come questi possono arricchire i Paesi che li ospitano, sarà a Palazzo Querini fino al 24 novembre.