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Berlino, rettangoli rosa destinati allo spaccio.. per risolvere il problema dello spaccio

Berlino, rettangoli rosa destinati allo spaccio.. per risolvere il problema dello spaccio
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Lina Verschwele
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Il nuovo manager di un parco di Berlino è stato criticato per il tentativo di risolvere i problemi di traffico illecito di stupefacenti creando delle apposite zone rosa per spacciatori.

Mercoledì scorso, dei rettangoli rosa come quello che vedete qui sopra sono apparsi al Görlitzer Park, nella zona est della metropoli tedesca, che dovrebbero - nelle intenzioni - tenere gli spacciatori lontani dalle famiglie e da chi fa jogging.

Ma l'idea del gestore del parco, Cengiz Demirci, ha suscitato polemiche sia da parte degli utilizzatori che da parte dei politici. "Invece che combattere i crimini legati alla droga, ora li si organizza meglio", ha twittato il politico berlinese della CDU, Burkard Dregger.

Demirci ha detto ai media locali che l'iniziativa non andava nella direzione di una legalizzazione della pratica. "Vogliamo solo che le persone non vengano disturbate quando si trovano nel parco, e che non venga loro costantemente chiesto se vogliono comprare droga", le sue parole.

Il parco è noto da diversi anni per il problema dello spaccio. Acceso è il dibattito in città su come risolverlo, ma ancora non è stata trovata alcuna soluzione. Dopo che sono spuntati i rettangoli rosa

Dopo che la vernice rosa è apparsa sull'asfalto, l'ufficio distrettuale di Friedrichshain-Kreuzberg ne ha preso immediatamente le distanze. "Tracciare questi segni è stata una proposta di miglioramento quantomeno impropria", ha affermato la portavoce Sarah Lühmann a Euronews.

Lühmann ritiene che le zone dedicate allo spaccio siano "obsolete" e che la città non ha alcuna intenzione di legalizzare la vendita di stupefacenti. "La lotta contro il crimine è primariamente responsabilità della polizia", ha aggiunto.

È uno scherzo?

All'inizio, molti berlinesi pensavano che la storia delle linee rosa fossero uno scherzo o una sorta di installazione artistica. "Ho pensato che fosse un'opera d'arte. Un po' come il lavoro di Schlingensief. Ma come tentativo diretto di risolvere il problema della droga è ovviamente ridicolo", dice Christoph Hager.

Il 45enne, che visita spesso il parco con sua figlia, ha detto che non ha avuto una sola esperienza negativa in passato. La sua ragazza si lamenta però che i venditori di droga le hanno ripetutamente offerto stupefacenti, nonostante il suo rifiuto. Hager ci tiene anche ad offrire la prospettiva di chi "vende".

"Probabilmente la situazione è generalmente difficile per le persone che vengono a Berlino. Sarebbe triste se emergesse una società a due livelli, in cui i migranti siano costretti a fare una vita da sottosuolo". Altri genitori la pensano come Hager.

Isabel Feifel porta spesso a "Görli", il nome che i berlinesi hanno dato al parco, i suoi figli di quattro e sette anni. Secondo Feifel, il problema è un riflesso della mancata integrazione. "Molte persone iniziano a vendere droga a causa della loro situazione precaria e in mancanza di un permesso per lavorare legalmente"

"Nessuno di noi vuole vendere droga".

Abbiamo intervistato un uomo che, fino a due anni fa, vendeva droga nel parco perché non aveva un permesso di lavoro. Preferisce rimanere anonimo.

Come molti migranti che arrivano in Germania da paesi africani, dice, il massimo che ha ottenuto dal Paese è stata la tolleranza, quando va bene. Ma non certo un permesso di lavoro. "Nessuno di noi vuole vendere droga di sua spontanea volontà", la sua testimonianza.

È stato solo dopo il matrimonio con la sua partner che ha potuto iniziare a lavorare legalmente. Oggi è impiegato nella reception di un hotel. Crede che il direttore del parco, Demirci, abbia dipinto quei rettangoli rosa solo per catturare l'attenzione dei media.

Politica di tolleranza zero "infruttuosa"

Fino al 2016 c'è stata una politica di tolleranza zero nei confronti degli spacciatori, ma la cosa non ha arginato il problema. La polizia li rincorreva e sequestrava loro anche solo una canna. Molti residenti ritenevano che la presenza della polizia fosse più fastidiosa di quella dei venditori.

"Vedere gli agenti che rincorrono persone nel parco è peggio che chi vende droga", ritiene Lucie Bauer, visitatrice del parco. In quel periodo di polemiche, l'ufficio distrettuale ha colto l'occasione per promuovere gli sforzi fatti per migliorare il parco. Dal 2016, ha cercato di rendere il parco più attraente per tutti, ad esempio installando nuovi servizi igienici e instituendo un consiglio di amministrazione che comprende il direttore del parco, i residenti locali e gli utenti del parco.

In un comunicato stampa, l'ufficio distrettuale ha tenuto a puntualizzare che il colore utilizzato per disegnare i rettangoli è idrosolubile.