Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.
ULTIM'ORA

Venezuela: Leopoldo Lopéz sfida Maduro

Venezuela: Leopoldo Lopéz sfida Maduro
Diritti d'autore
Reuters
Euronews logo
Dimensioni di testo Aa Aa

Esce dall'ambasciata spagnola, l'oppositore venezuelano Leopoldo López, per una dichiarazione nonostante la Corte Suprema di Giustizia abbia spiccato un altro ordine di arresto nei suoi confronti. Per López tra poche settimane la liberazione del Venezuela sarà terminata e il presidente Maduro sarà finito.

"Non voglio tornare in prigione, la prigione è un inferno - dice López - ma voglio dire che non ho paura di Maduro perché non ho paura della dittatura né dei metodi repressivi usati da Maduro, che sono le uniche cose che gli sono rimaste e sono talmente deboli che non fanno nemmeno paura".

L'OSPITALITA' DIPLOMATICA DI MADRID

Ospite della residenza dell'ambasciatore spagnolo a Caracas Jesús Silva, Lopez, sul quale pende un mandato d'arresto spiccato dal Tribunale di Caracas per responsabilità nel colpo di stato del 30 aprile scorso, non verrà estradato dal governo spagnolo, come affermato giovedi in una nota ufficiale della Moncloa nella quale si precisa che Lopez, sua moglie e la loro bimba di appena 15 mesi si sono recati nella residenza dell'ambasciatore spagnolo "di propria volontà". Benchè non sia considerata territorio iberico, la residenza dell'ambasciatore a Caracas è protetta dalla Convenzione di Vienna. Per questo Lopez, che non ha mai chiesto asilo politico in Spagna, non puo' essere arrestato finchè si trova fisicamente all'interno dell'edificio. Ma la cortesia diplomatica di Madrid verso l'oppositore di Maduro termina qui. Il ministro degli Esteri spagnolo, Josep Borrell, ha precisato dal Libano dove si trova in visita che il governo "limiterà" le attività politiche del leader di Voluntad Popular: "La Spagna - ha dichiarato Borrell - non permetterà che la sua ambasciata diventi un centro di attività politica"

CON CHI STA L'ESERCITO?

Il presidente Nicolas Maduro ha ancora dalla sua parte le forze armate, nonostante qualche defezione. Maduro si è fatto riprendere mentre sfilava con migliaia di soldati e ha tenuto un discorso in tv e radio per incitare la resistenza contro i golpisti.

Reuters

"Per il momento i militari non hanno nessuna intenzione di abbandonarlo - dice Ernesto Pascual, professore di Scienze politiche a Barcellona presso l'Università aperta della Catalogna - Hanno il controllo e la distribuzione del cibo, il controllo e la distribuzione del petrolio...".

L'INTERVENTO MILITARE STRANIERO

Certo è che il presidente ad interim autoproclamatosi Juan Guaidò ha dalla sua parte gli Stati Uniti e altri 50 Paesi che lo hanno riconosciuto. In un'intervista all'agenzia di stampa EFe, Leopoldo Lopez, mentore di Guaido', ha dichiarato che l'intervento militare di un paese straniero in appoggio all'opposizione rientra tra le opzioni costituzionali in campo. Intanto negli scontri fra sostenitori di Guaidò e la Guardia nazionale sono morte quattro persone, tra cui due minorenni.

Reuters
Juan GuaidòReuters