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L'agonia dei ghiacciai

L'agonia dei ghiacciai
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Il più famoso ghiacciaio della Nuova Zelanda, il Franz Josef, continua a "morire". La sua mole ha perso 800 metri in dieci anni. Sulla via percorsa dagli appassionati di trekking, dei cartelli marcano quest'agonia, indicando gli antichi confini della massa glaciale.

Ma l'allarme è esteso a tutti i ghiacciai del mondo, che si stanno riducendo cinque volte più velocemente che negli anni Sessanta. E il ritmo è in via d'accelerazione.

"Dal 1961 hanno perso più di 9mila miliardi di tonnellate di ghiaccio. È un numero enorme, pari a un cubo di ghiaccio della dimensione della Germania e con uno spessore di 30 metri. I ghiacciai reagiscono con un certo ritardo. Quindi anche se lo stop alle emissioni avvenisse ora, i ghiacciai continuerebbero a sciogliersi nei prossimi 20, forse 30 anni contribuendo all'innalzamento del livello delle acque terrestri", ha spiegato Michael Zemp.

Direttore del Servizio mondiale di monitoraggio dei ghiacciai dell'Università di Zurigo, questo mese ha pubblicato sulla rivista Natureil più grande studio di portata globale condotto fino ad oggi su 19mila ghiacciai, analizzati con rilevazioni di terra e satellitari.

Secondo la ricerca, l'unica area in cui le riserve di ghiaccio continuano a resistere è il sudovest asiatico, grazie a delle specifiche condizioni climatiche.