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Spagna, voto e diritti. La storia di Eduardo

Spagna, voto e diritti. La storia di Eduardo
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Eduardo è orgoglioso di aver votato in occasione delle elezioni generali in Spagna. È una delle 100.000 persone con disabilità intellettive che possono farlo per la prima volta, dopo l'approvazione - nell'ottobre scorso - da parte del Congresso spagnolo di un'iniziativa socialista, sostenuta all'unanimità da tutti i partiti, per modificare la legge elettorale.

Eduardo, che lavora alla "Gil Gayarre Foundation", un centro che si occupa di educazione speciale, non nasconde la sua felicità: "L'anno scorso ero triste, mi sentivo diverso... Adesso, invece, non ho più questo problema, ora posso votare. Sono una persona normale. Mi sento a mio agio".

Un risultato storico per la Spagna

La battaglia per i diritti delle persone con deficit intellettivo non è stata facile. Antonio Hinojosa lavora per la campagna "Mi voto cuenta" (Il mio voto conto) che si è battuta per questa causa. I disabili intellettivi, spiega, "possono avere difficoltà a trovare il seggio in cui sono iscritti, possono aver bisogno di indicazioni su come raggiungerlo da casa o scoprire, addirittura, che il seggio non è accessibile. Votare per la prima volta è un risultato storico importante per il Paese. In Europa sono solo otto gli Stati in cui le persone con disabilità intellettive hanno il diritto di voto".

Questa domenica Eduardo si è recato in un collegio elettorale con la sorella per partecipare alle elezioni generali per la prima volta della sua vita. Lo ha fatto con il sorriso, felice di aver guadagnato un diritto che gli permette di partecipare alla democrazia.

Carlos Marlasca, Euronews: "Incertezza è la parola chiave di questa giornata di elezioni che sicuramente si concluderà con il primo governo di coalizione della giovane democrazia. Le comunità con bisogni specifici hanno già richiamato l’attenzione del governo".