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Mosca-Pyongyang, un antico legame

Mosca-Pyongyang, un antico legame
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Il vertice bilaterale di Vladivostok tra Corea del Nord e Russia si colloca nel solco di un antico legame tra i due paesi, un legame che risale al 1948, anno di fondazione della Repubblica democratica di Corea che da subito entra a far parte del blocco comunista, ricevendo in cambio aiuti economici e sostegno politico. A questi, con la guerra di Corea si sommano gli aiuti militari: tra il 1950 e il 1953, oltre a quelle cinesi, anche truppe sovietiche combattono accanto all'esercito di Kim Il-Sung contro le forze del Sud e gli Usa suoi alleati. All'armistizio, il confine fissato lungo il 38. parallelo segna anche uno dei fronti più tesi della guerra fredda, con Pyongyang saldamente ancorata a Mosca.

Dopo la fine dell'epoca sovietica la Russia adegua le relazioni con la Corea del Nord, con l'intenzione di rilanciare la propria influenza sullo scacchiere regionale; uno scacchiere complesso che include attori di peso, come la Cina e gli Stati Uniti. Nel 2006 la Russia vota a favore della risoluzione di condanna dei test missilistici nordcoreani, e i rapporti bilaterali registrano un gelo improvviso. Nonostante l'intenso scambio di visite di delegazioni ufficiali, Mosca si unisce alla richiesta di nuove sanzioni, ma sulla base di un testo notevolmente più leggero di quello proposto da Washington.

Alle Nazioni Unite a marzo del 2014 in una votazione sull'annessione russa della Crimea, la Corea del Nord, contrariamente alla Cina che si astiene, vota contro insieme ad altri dieci paesi, e conquista di nuovo la gratiturdine della Russia. Pur ribadendo la censura al programma nucleare nordocreano, e senza tuttavia rinunciare al dialogo con Seul, Mosca cancella il 90 per cento di un debito da 11 miliardi di dollari, e fornisce risorse per investimenti nelle infrastrutture nordcoreane.

Dopo il fallimento dell'ultimo vertice tra Kim Jong-Un e Donald Trump, il faccia a faccia di Vladivostok dunque potrebbe far fare un passo ulteriore verso un approccio multilaterale della crisi coreana; approccio che, al di là delle dichiarazioni di principio, non solleva l'estusiasmo nè degli Usa nè della Cina.